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Di Ilaria De Pasquale | 18.12.2012 17:21 CET

In che direzione stiamo andando? Il processo di "evoluzione" della società contemporanea è abbastanza omogeneo in Europa per quanto riguarda l'aspetto lavorativo e coniugale. Si riscontra un inglobamento sempre crescente della donna all'interno del mercato del lavoro. Un po' per desiderio, un po' per necessità, le donne che lavorano sono sempre di più. L'Italia si differenzia dalla media europea, soprattutto nel mezzogiorno, dove poco più di sei donne su dieci non partecipano attivamente al mercato del lavoro.  

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In ogni caso la spinta femminile verso la professionalità ritarda matrimonio e maternità. Mogli e mamme sempre meno giovani, e che spesso optano per il rito civile. L'età media al parto in Italia è 31,3 anni, e accanto alla percentuale di matrimoni tradizionali celebrati nel mezzogiorno, (23,7%), figurano il 50,1% al centro e il 51,7% al nord, vero e proprio sorpasso storico.   

L'età media al parto continua ad aumentare, riducendo necessariamente il numero di figli pro capite, proprio in un paese in cui l'invecchiamento demografico è forte. Nonostante il numero di interruzioni volontarie di gravidanza sia diminuito, ad aumentare adesso è quello degli aborti spontanei: 73.722 casi registrati nel 2010 e associati dall'Istat ad una più elevata età della donna.

La piramide dell'età spinge lo Stato a ripartire gran parte della spesa pubblica nelle prestazioni previdenziali, precisamente il 67,2%, a scapito di altri settori di intervento fondamentali come la sanità, a cui è destinato un 24,9%. Il tasso di investimento pubblico in ricerca e sviluppo italiano tra gli ultimi in Europa: precisamente l'1,26% del prodotto interno lordo, lontano dalla media del 2.01%.

Quanto alle famiglie, i problemi maggiormente sentiti nel quotidiano sono il traffico sempre più congestionato in città (ma comunque sette italiani su dieci si recano al lavoro in auto) e la difficoltà di parcheggio. Riguardo le abitudini "costruttive" degli italiani, invece, si calcolano il 49,1% di raccolta differenziata al nord, il 27,1% al sud e il 21,2% al Sud.

Rientra nelle abitudini "costruttive" il contatto con attività e manifestazioni culturali. Effetto anche della crisi, si registra un calo nella partecipazione agli spettacoli da parte dei cittadini. I dati attuali rivelano che nel 2012 il 35% degli italiani non ha mai assistito ad uno spettacolo. Quanto alla cucina, non ci si smentisce: difficilmente si consuma un pasto veloce fuori casa rinunciando ad un pranzo in piena regola, i dati Istat rivelano un tasso del 74%, con previsioni di aumento.

Pendolari in Italia
(Foto: http://www.flickr.com/photos/l / )
Vita sempre più dura per i pendolari italiani.
This article is copyrighted by International Business Times.
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