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Di Massimiliano Di Marco | 18.12.2012 17:31 CET

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Piattaforma: Xbox 360 - PC - PS 3
Genere: Sparatutto
Sviluppatore: Ubisoft
Distributore: Ubisoft
Numero giocatori: 4
Età consigliata: 18 +
Data di uscita: 29 Novembre 2012

Iniziamo subito col dire che Far Cry 3 ci è piaciuto. Non eravamo certo partiti prevenuti nei confronti del gioco di Ubisoft, ma sicuramente è riuscito a colpirci in maniera molto positiva. A un ambiente aperto come una giungla nel sud del Pacifico si accompagna presto una storia intrigante, un doppiaggio ricco e un protagonista vittima di una vita infelice e alla riscoperta di se stesso. Questi elementi vanno a configurarsi assieme per creare un'esperienza affascinante, ma soprattutto coerente.

L'avventura può infatti essere completata senza usufruire dell'esperienza, del denaro e degli oggetti che si guadagnano nel corso delle missioni secondarie; ciò in cui Far Cry 3 eccelle però è invogliare il giocatore a vivere la giungla. Questo implica tutta una serie di diramazioni: la caccia nella giungla, al fine di ampliare la fondina delle armi (inizialmente sarà possibile portarne una soltanto) e il kit delle siringhe, creare faretre sempre più capienti, zaini e portafogli migliori; l'attivazione delle torri radio per mostrare sulla mappa piante, zone di caccia, rifugi e altri punti d'interesse. Queste possibilità sono extra perché, come detto prima, la campagna, la cui durata si attesta entro le 12-13 ore a livello intermedio (ma si allunga notevolmente con il completamento totale del gioco), può essere vissuta, assaporata e goduta anche senza cimentarsi nelle missioni dei rakyat, i nativi dell'isola con cui faremo ben presto conoscenza.

La storia si diceva. Complice il doppiaggio eseguito in maniera ottimale anche in italiano (una nota particolare va al personaggio dI Vaas), la narrazione è fluida e accattivante. Ciascun personaggio riesce a raffigurare il ruolo assegnatogli con efficacia e mai ci troveremo a dire "mah, certo che questo potevano anche risparmiarselo". Le relazioni che si creano tra il protagonista, Jason Brody, i suoi amici, i rakyat e i principali antagonisti sono fonte di continue sorprese e interessanti retroscena. In questo senso il distacco rispetto al secondo capitolo è netto: la struttura di gioco, per quanto simile, è molto meno dispersiva senza lesinare sull'ampiezza del mondo esplorabile; la narrazione assume, considerato quanto precedentemente detto, toni importanti e centrali; la giocabilità, arricchita da un set di abilità molto simili ma ricco, ha tinte cinematografiche senza spostarsi dalla sua essenza di videogioco.

Far Cry 3 sopratutto è questo: un bel videogioco, nel suo senso più tradizionale e non vittima delle moderne produzioni. Nonostante la trama rappresenti un elemento molto positivo per la godibilità generale del pacchetto, il cuore del titolo, molto arcade, è divertente. Non ci troviamo di fronte alla libertà proposta da Crysis, prendendo un esempio dalla simile ambientazione e struttura, ma l'azione è ugualmente dinamica e varia. Alle armi da fuoco si accompagna un discreto sistema corpo a corpo, intuitivo e fluido, e un design dei livelli che permette anche un iniziale approccio stealth. Il risultato finale è molto simile a vivere un film. E questo, se può sembrare incoerente con quanto affermato poc'anzi, è la nota più spettacolare di Far Cry 3: attingere a piene mani sia dalle produzioni più cinematografiche che da quelle più tradizionali, non varcando mai il limite di ciascuna delle due categorie. È un prodotto equilibrato dall'inizio alla fine, mai troppo guidato ma nemmeno dispersivo, sempre attivo e con zero momenti morti.

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Qualche difetto al gioco lo si può trovare: l'intelligenza dei nemici, lo possiamo affermare con tranquillità, non verrà messa in archivio e presa a modello nel futuro, anche a causa di precise scelte di design, come l'indicatore che ci mostra quanto siamo allo scoperto, poco realistico e svantaggioso per il nemico; l'aliasing (abbiamo provato la versione Xbox 360) era piuttosto presente, in particolare sulla vegetazione e non sono mancate fastidiose, quanto brutte a vedersi, compenetrazioni poligonali anche durante i "filmati" (tutto gira in real-time).

A quest'ultimo punto però fa da contraltare una totale fluidità dell'azione, con caricamenti solamente nei punti importanti (i viaggi rapidi o la conclusione di una missione), sia che si passi da ambienti interni a esterni che viceversa, una qualità generale sopra la media, colori vividi e variegati. Un ulteriore lato di Far Cry 3 che ci sentiamo di evidenziare è la colonna sonora, che spazia tra vari generi: troviamo la dubstep di Skrillex, la musica classica di Richard Wagner e altre più ambientali a tema "giunglesco". Ognuna riesce a enfatizzare perfettamente il momento, la tensione, l'euforia sfrenata o la paura. Semplicemente una delle più azzeccate che abbiamo ascoltato quest'anno.

Si potrebbe parlare di altre cose: il carismatico personaggio di Vaas, trovate narrative e altro ancora. Far Cry 3 è semplicemente un videogioco eccezionale, un'esperienza che coniuga perfettamente grafica, cinema e interattività, come poche altre produzioni uscite quest'anno. Sicuramente tra i migliori del 2012.

Voto: 9

Far Cry 3
(Foto: Ubisoft / )
Far Cry 3
Far Cry 3
Far Cry 3 (2)
Far Cry 3
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