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Di Sara Rotondi | 18.12.2012 20:21 CET

Il Governo ha posto la fiducia alla Camera sul decreto legge "Salva Ilva". Alle 11 di domani le dichiarazioni finali di voto e il voto finale sul provvedimento intorno alle 12.30.  Il decreto, pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" dello scorso 3 dicembre, infatti, dopo la firma del presidente Giorgio Napolitano, è stato già approvato in commissione alla Camera nei giorni scorsi, con l'accoglimento di una decina di emendamenti, tra questi anche quello  avanzato dal Governo che sblocca la commercializzazione dei prodotti sotto sequestro.Nella giornata di ieri il ministro dell'Ambiente Corrado Clini  ha espresso fiducia: "Dovrebbe essere votato il decreto legge alla Camera per poi passare in Senato, sono molto tranquillo. E' la prima volta che in Europa - ha affermato Clini - si applicano requisiti così severe da un punto di vista ambientale e sanzioni così rigorose da un punto di vista amministrativo".

Reuters
Se tutto andrà come previsto, il decreto andrà al Senato dove si punta al via libero definitivo. Clini: “E' la prima volta che in Europa - aveva sottolineato - si applicano requisiti così severe da un punto di vista ambientale e sanzioni così rigorose da un punto di vista amministrativo"

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ILVA, Governo pensa a decreto per sbloccare i prodotti

Ma non sono mancate le polemiche. A remare contro il salva-Ilva che dopo l'approvazione alla Camera dovrà passare in Senato per il via libero definitivo, è l'assessore all'Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, intervenendo agli Stati Generali dell'Arpa Puglia a Taranto. "Oggi a Roma sarà un giorno triste se verrà approvato il decreto legge sull'Ilva". Nicastro non ha nascosto la sua contrarietà: "Più che un conflitto di attribuzione tra poteri - ha aggiunto l'assessore - c'è stato uno straripamento, uno tsunami da parte del governo. E' come se la Procura domani adottasse un decreto legge, cosa che non può fare. Restituire all'Ilva i prodotti finiti, che sono frutto di un reato, è come restituire la refurtiva ad un ladro".

Lapidaria la risposta del ministro di Clini alle parole di Lorenzo Nicastro. "Se l'Aia rilasciata il 4 agosto 2011 con l'assenso della Regione Puglia - ha detto - avesse adottato le prescrizioni ambientali e gli impegni di risanamento per l'Ilva che ho imposto con la nuova Aia il 26 ottobre 2012, non ci sarebbe stato il sequestro degli impianti e non ci sarebbe stato bisogno di un decreto legge".

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(Foto: Reuters / )
Se tutto andrà come previsto, il decreto andrà al Senato dove si punta al via libero definitivo. Clini: “E' la prima volta che in Europa - aveva sottolineato - si applicano requisiti così severe da un punto di vista ambientale e sanzioni così rigorose da un punto di vista amministrativo"
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