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Di C.F. | 19.12.2012 11:43 CET

Può sembrare un semplice slittamento, ma la decisione del Presidente del Consiglio Mario Monti di rinviare la conferenza stampa di fine anno, inizialmente programmata per venerdì 21 dicembre, ha un forte significato politico.

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Monti avrebbe dovuto presentarsi davanti ai giornalisti con in tasca la Legge Stabilità votata dal Parlamento, prossimo ad annunciare le dimissioni, con tutto quello che ne sarebbe conseguito: scioglimento delle Camere da parte del Presidente della Repubblica e indizione delle elezioni.

Invece no. La mossa del Pdl ha avuto effetto. Il rallentamento impresso dal partito di Berlusconi all'iter di approvazione della Legge Stabilità che deve essere votata dal Senato (stamattina ha subito un ulteriore slittamento) ha portato il primo degli effetti sperati, ma l'effetto domino è dietro l'angolo. Molto probabile dunque che le Camere vengano sciolte con qualche giorno di ritardo rispetto al percorso delineato negli ultimi giorni, con conseguente slittamento del giorno delle elezioni Politiche dal 17 al 24 febbraio o, meglio ancora per il Cavaliere, il 3 marzo.

Berlusconi vuole sfruttare il più possibile il tempo che lo divide dall'inizio ufficiale della campagna elettorale in cui enterà in vigore la par condicio che limiterà le sue apparizioni televisive, diventate nell'ultima settimana una sorta di appuntamento fisso per gli italiani.

Tra le motivazioni ufficiali addotte dal Pdl, il presunto rischio di "generare caos" sul voto degli italiani all'estero. "Poniamo con forza una questione che non riguarda l'una o l'altra forza politica, ma i diritti di tutti i cittadini italiani, in particolare di quelli residenti all'estero, e, conseguentemente, la regolarità dell'intera procedura elettorale, per evitare caos e contestazioni. Se la data del voto fosse quella ipotizzata del 17 febbraio più di 4 milioni di cittadini italiani residenti all'estero potrebbero non vedersi recapitare in tempo utile i plichi contenenti le schede elettorali" sostiene il partito in una nota.

"E' interesse del paese evitare un prolungamento di siffatta condizione di incertezza istituzionale. Le ipotesi di data per lo scioglimento delle Camere all'esame del Presidente della Repubblica, che ne ha la prerogativa esclusiva sentiti i Presidenti delle due Assemblee, non sono dettate da alcuna forzatura o frettolosità. Come è noto il Presidente Napolitano ha ripetutamente auspicato che le elezioni si svolgessero alla scadenza naturale entro la prima metà di aprile; altrettanto noti sono i fatti politici che hanno vanificato questa possibilità". Lo scrive in una nota il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

 

Mario Monti e Silvio Berlusconi
(Foto: Reuters / )
Il premier Mario Monti e il Cavaliere Silvio Berlusconi
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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