Il mondo dell'approvvigionamento energetico verso le energie rinnovabili? Niente affatto. Eolico e fotovoltaico devono rassegnarsi allo strapotere delle fonti energetiche tradizionali, in primis a quello del carbone. È quanto si evince da un dossier dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (Iea): il Medium-Term Coal Market Report (MCMR).
Reuters.com
Il vapore che esce da una miniera di carbone
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Secondo l'Iea, infatti, la domanda di carbone continuerà a crescere in qualunque regione del mondo ad esclusione degli Stati Uniti dove, invece, a farla da padrone sarà sempre più il gas naturale.
A guidare la domanda di carbone saranno invece i due colossi asiatici in continua crescita: Cina e India. I due paesi diventeranno rispettivamente i due maggiori consumatori di carbone a livello mondiale. Tutto ciò farà sì che il carbone diventerà entro il 2017 la prima fonte energetica a livello globale.
"Il mondo brucerà circa 1,2 miliardi di tonnellate di carbone in più all'anno a partire dal 2017" ha dichiarato la direttrice esecutiva dell'Iea, Maria van der Hoeven "l'equivalente dell'attuale consumo di carbone degli Stati Uniti e della Russia messi insieme".
La domanda di carbone sembra non poter essere fermata nemmeno dalla crisi. Secondo il report della Iea, infatti, il pil cinese rallenterà nel periodo preso in considerazione fino ad arrivare ad una crescita del 4,6%. Nonostante ciò, la domanda di carbone continuerà ad aumentare a livello nazionale e globale.
L'unico valido concorrente al carbone sembra essere il gas naturale, una risorsa che, secondo l'agenzia, ha un potenziale enorme. "L'esperienza statunitense" ha continuato la van der Hoeven "suggerisce che un mercato del gas più efficiente, caratterizzato da prezzi flessibili e rifornito da risorse non convenzionali prodotte in patria in maniera sostenibile, può ridurre l'uso di carbone, le emissioni di anidride carbonica e le bollette dei consumatori senza mettere in pericolo la sicurezza energetica. Europa, Cina ed altri paesi dovrebbero prendere nota".








