La Vita di Pi è piena. Pi è un ragazzo molto sensibile, ha fede mentre suo padre è la ragione. La famiglia gestisce un fantastico zoo e lui sin da piccolo si deve dividere tra la cultura, documentandosi più che può, le domande sulla fede e la spiegazione sull'origine del suo nome: lasciamo allo spettatore la risposta perché sarà gustosissima. La vita di Pi un giorno viene sconvolta: il padre decide di trasferirsi in Canada con la famiglia e lo zoo, ma sulla nave del trasferimento qualcosa andrà storto e l'acqua l'affonderà. Pi sopravvivrà con una scialuppa e qualche animale, soprattutto la temutissima tigre del Bengala Peter Parker, anche lei con origine del nome molto divertente.
20th Century Fox
Il protagonista Suraj Sharma alle prese con la Natura in "Vita di Pi".
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Vita di Pi nasce dal romanzo omonimo e di super successo di Yann Martel, la versione cinematografica la scrive con le immagini Ang Lee, regista pluripremiato, per il quale si fa prima a dire i generi che non ha affrontato che quelli coi quali si è misurato. Dunque, l'esperienza di regia in questo film si vede tutta nonostante alla base ci fosse un solido romanzo: Lee si misura con un film che trottola tra il sentimentale, l'avventura, il dramma e gira divinamente creando un grande affresco in movimento. Il film è distribuito in 3D che stavolta non serve solo ad esaltare lo scenario ma è un 3D emotivo, dà prospettive e profondità al sentire di Pi, interpretato da un bravo Suraj Sharma. Giustapponendo il cielo e le acque, le luci della notte oceanica e il cuore del giorno, Ang Lee "dipinge" con la tecnologia un film crocevia tra l'Odissea e Cast Away, un viaggio esterno e interiore che mischia fede quella di Pi e ragione quella di suo padre e poi l'eterno conflitto uomo-natura con un coprotagonista animale di grande forza, la tigre Richard Parker. Col taglio internazionale e col difettuccio di tendere ogni tanto allo "strappalacrime" facile, Vita di Pi è un film dai lati panteisti (Dio è nella Natura stessa) profondo ma per tutti: qualsiasi sia il livello di lettura che lo spettatore abbia, capirà che dalla Vita di Pi c'è da trarne comunque qualcosa. In primis, la speranza.






