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Di Arianna Adamo | 20.12.2012 11:06 CET

Le elezioni si avvicinano e i nomi dei candidati saranno presto noti a tutti gli italiani. L'Udc ha intenzione di mantenere i suoi punti “forti”, i nomi del passato, le “vecchie leve”, mantenendo le radici del partito. Sulla base del parterre della festa di Chianciano, avvenuta lo scorso settembre, è possibile che ci siano anche volti nuovi: a quella festa oltre a Emma Marcegaglia, Corrado Passera, il ministro dell'Agricoltura Mario Catania, c'erano anche il presidente della Concooperative Luigi Marino, quello della Confartigianato Giorgio Guerrini e il presidente del Coni Gianni Petrucci. Tutti candidati possibili nelle liste del centro.

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"Non ci sono dubbi: il nome di Mario Monti dà molto più valore al raggruppamento di centro", spiega Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos. "Comunque quello che si muove in questi giorni produce tre effetti sicuri: la riduzione dell'astensionismo, la crescita del Pdl, il calo netto di Grillo". La decisione di Monti è determinante per la formazione delle liste. L'istituto di sondaggi ha calcolato il margine di differenza in seggi con la presenza o meno del premier italiano: dai risultati emerge che se il presidente del Consiglio deciderà di candidarsi ci saranno 30 deputati e 14 senatori in più. Numeri che mettono in serio pericolo la vittoria di Pier Luigi Bersani. Il centro per ora si attesta tra il 12 e il 15 per cento. La parola quindi spetta a Monti: con la sua scesa in campo tutti i sondaggi cambieranno notevolmente.

La lista montiana sarà un mix di Italia futura e cattolici di Todi. Presentandosi come candidato premier preferirebbe una lista unica. Non la pensano cosi' alcuni rappresentanti della formazione dei moderati: 'Italia futura' di Luca Cordero di Montezemolo spinge per una federazione. Il presidente del Consiglio opterebbe sull'opzione lista unica per dare un'immagine di unita' di coalizione e controllare naturalmente le candidature.

Nel Pdl, tra i candidati, si parla di Beppe Pisanu, Franco Frattini, Alfredo Mantovano e Mario Mauro, capogruppo all'Europarlamento. In piazza c'è anche Gianfranco Fini che sta preparando la sua ricandidatura al Parlamento. Con lui, Italo Bocchino, Fabio Granata, Carmelo Briguglio, Benedetto Della Vedova, Flavia Perina e altri. Tutti nomi che potrebbero cambiare in seguito alle decisioni di Monti. Che non si faranno attendere.

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Il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera
(Foto: reuters / STRINGER Italy)
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