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Di Claudio Forleo | 20.12.2012 12:17 CET

Matteo Renzi passa alla cassa e tiene fede al  fuorionda del "porterò un pò di amici in Parlamento". Si tratta di una lista di circa venti nomi, alcuni dei quali saranno 'blindati' e certi di un seggio perchè piazzati da Bersani come capilista. Altri si cimenteranno con le primarie del 29-30 dicembre.

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Fra i "tutelati" che andranno sicuramente in Parlamento c'è il fedelissimo Roberto Reggi, che il giorno dopo l'annuncio di Bersani sulle "Parlamentarie" Pd aveva dichiarato la sua contrarietà a certe regole. Ma deve averci ripensato. Poi ecco un'altra "scudiera": Simona Bonafè, ex Margherita, con Renzi sin dalla campagna elettorale del 2004 per la corsa alla presidenza della Provincia di Firenze.

Dentro anche Giuliano Da Empoli, già assessore alla Cultura del Comune di Firenze nella giunta Renzi, che di Bersani non ha una grande opinione. In un'intervista rilasciata al Corriere Fiorentino lo scorso maggio disse: "E' come il cinese che aspetta i cadaveri che passano sulla riva del fiume. È passato Berlusconi, ora in qualche modo sta passando Monti. E s'illude, perché Bersani è come Hollande: non è un fenomeno politico incredibile, vince di risulta".

Altro candidato che dovrebbe planare in Parlamento senza passare dalle primarie il costituzionalista Francesco Clementi. Come capilista in quota Renzi si fanno i nomi di Paolo Gentiloni e Ivan Scalfarotto. Il primo (che due settimane fa aveva annunciato la candidatura a sindaco di Roma) è un ex ministro (in quota Margherita) dell'ultimo governo Prodi, che gli diede il delicato dicastero delle Comunicazioni. Era il promotore di una riforma del sistema televisivo affondata sul nascere dalla caduta di Prodi. Fu accusato di non aver fatto niente (come i predecessori) per imporre a Rete4, come previsto dalla Corte Costituzionale, il passaggio sul digitale terrestre.

Scalfarotto è un'attivista, già candidato alle primarie del 2005 e sostenitore di Veltorni due anni più tardi. Il sindaco potrebbe 'spingere' anche vari esponenti della sua giunta come il vice-sindaco Dario Nardella e l'assessore Rosa De Giorgi. In quota Renzi anche Pietro Ichino, sostenitore della riforma del lavoro targata Monti-Fornero, e altri veltroniani come il politologo Salvatore Vassallo e Mario Adinolfi, tutti parlamentari uscenti. Probabile che alle primarie si presenti anche lo spin-doctor della campagna Adesso, quel Giorgio Gori (ex direttore di Canale 5, fondatore della casa di produzione Magnolia) accusato dai detrattori di essere il burattinaio del sindaco.

Matteo Renzi
(Foto: Reuters / )
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