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Di Federica Geremia | 20.12.2012 18:45 CET

Secondo i dati dell'Istat le vendite al dettaglio - ovvero il valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi - dei primi dieci mesi del 2012 sono in calo dell'1,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Più precisamente, nel mese di ottobre il settore alimentare ha subito la perdita maggiore (-1,3%). Seguono i supporti magnetici, gli strumenti musicali (-11,6%), gli elettrodomestici, la radio, la tv e i registratori'(-6,6%), giochi, giocattoli, sport e campeggio, oltre che le calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-6,3% per entrambi i gruppi).

A quanto pare i consumi calano non solo nei negozi ma anche nella grande distribuzione, in discesa del 4,8% su base annua, dagli ipermercati (-6,7%) ai supermercati (-2,6%).

Si salvano solo i discount alimentari (+0,6%), uno dei sintomi che il commercio è in calo del 3,8% poiché le famiglie non sono più in grado di sostenere spese alimentari onerose.

Inoltre, Federcosumatori annuncia con un comunicato che la caduta dei consumi a fine anno arriverà al 5,2%. Infatti, le spese natalizie subiranno una contrazione pari al 12% e in alcune città anche di oltre il 15%.

Ebbene, secondo I primi dati sulle vendite di Natale raccolti da Confesercenti, si conferma il trend negativo: ad una settimana dalla festività, si registrano cali in tutte le grandi città italiane, soprattutto nell'abbigliamento (-15%).

Il tutto anche a causa delle seconda rata dell'Imu che a quanto pare ha prosciugato la tredicesima di molte famiglie

In più, secondo un'analisi Coldiretti/Swg quasi due italiani su tre tagliano sulla spesa, il 62% confronta con più attenzione del passato i prezzi, il 56%  è sempre alla ricerca delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti, e oltre la metà (51%) va a caccia dei prodotti low cost.

"Si sta consegnando una pesantissima eredità al 2013, anche perché non si vede l'ombra di un intervento fiscale che possa ridare la fiducia che sembra essere sparita anche dai ragionamenti della politica". "I segnali allarmanti che arrivano dalle vendite - conclude Confesercenti - devono essere tenuti debitamente in conto dai partiti, che nella campagna elettorale non dovranno prescindere dalla corretta valutazione della gravità della situazione economica del Paese. Non servono promesse mirabolanti, ma progetti anche urgenti d'intervento"

 

 

Buste di clienti di un supermercato.
(Foto: Reuters / Alessia Pierdomenico)
Buste di clienti di un supermercato.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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