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Di Marco Locatelli | 21.12.2012 17:43 CET

Il mondo del social media marketing può regalare grandi soddisfazioni ma, al tempo stesso, può rivelarsi un settore fallimentare o addirittura controproducente per moltissime aziende che si gettano a capofitto in questo strano mondo senza averne la corretta conoscenza.

REUTERS
In attesa del web 3.0 (internet delle persone) cresce la paura per lo strapotere social della condivisione che fa creder che la nostrra vita sia sempre altrove.

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Secondo il sito Link-Assistant.com, che ha pubblicato una infografica a riguardo, sono cinque le campagne di social media marketing che hanno fatto decisamente un buco nell'acqua in questo 2012: 

1. Hurricane Sandy Sale. La catena di negozi American Appareal ha lanciato una campagna di vendita speciale per incoraggiare le persone colpite dall'uragano Sandy a fare acquisti da loro, con uno sconto del 20%. L'idea è stata accolta con grande disapprovazione su Twitter

2. Olimpiadi di Londra 2012 e Rule 40. Durante le Olimpiadi di Londra 2012, il comitato olimpico aveva obbligato gli atleti partecipanti a non pubblicare sui propri profili social alcun commento relativo a marchi che non fossero sponsor dell'evento. Ovviamente questo fatto ha innervosito parecchio gli atleti, che su Twitter hanno chiesto a gran voce di cambiare le regole.

3. Waitrose. La catena di supermercati inglesi Waitrose ha cercato di sfruttare a suo favore il fenomeno dei social media, andando però incontro ad un indesiderato effetto boomerang. L'azienda ha infatti chiesto agli utenti di scrivere sulla propria bacheca Twitter il motivo per cui amano fare compere da loro, ricevendo però dei commenti non proprio positivi, come ad esempio quello di chi preferisce fare compere da Waitrose perché "non ama essere circondata da gente povera". Decisamente una pessima "pubblicità sociale".

4. McDonalds. Proprio come Waitrose, anche McDonalds ha intrapreso la strada della proclamazione sui social network, ottenendo però un risultato addirittura peggiore: molti commenti hanno infatti criticato lo stato di igiene dei locali o la bassa qualità dei prodotti venduti.

5. Toyota. Toyota ha avuto la malsana idea di creare ben 10 account twitter per spammare sulle bacheche degli utenti il loro contest Toyota Camry durante il Super Bowl. Gli utenti si sono inalberati e, di conseguenza, la casa automobilistica nipponica ha dovuto chiudere gli account e chiedere venia. Una figuraccia.

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“Aggiorno, quindi non esisto” è il monito lanciato da Andrew Keen nel suo libro “Digital Vertigo” che denuncia la spersonalizzazione conseguente all'utilizzo dei social network .
(Foto: REUTERS / Michael Dalder )
In attesa del web 3.0 (internet delle persone) cresce la paura per lo strapotere social della condivisione che fa creder che la nostrra vita sia sempre altrove.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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