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Di Alessandro Proietti | 24.12.2012 10:02 CET

Anno nuovo, Imu nuova. Il 2013 non è ancora arrivato ma, quando si parla dell' Imposta municipale propria, siamo tutti proiettati al futuro onde evitare nuove, brutte, sorprese. Il 2012 è stato l'anno della novità, della comparsa dell'Imu e del suo pesante conto da pagare. Tralasciando il facile populismo di chi vuole cavalcare l'onda dell'abolire l'odiata tassa, meglio prepararsi per tempo per il prossimo appuntamento.

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Imu 2013 - Famiglie e Negozi: L'Imu del prossimo anno, secondo la forumulazione attuale, presenterà un "pagamento" meno problematico per le famiglie con seconde case vuote o affittate, così come per i titolari dei negozi. Il 2013, infatti, segnerà la fine del complicato meccanismo di ripartizione dell'imposta tra Erario e Comuni: l'Imu 2012 presentava una distribuzione paritaria (50%) del gettito derivante dall'aliquota standard. In aggiunta, a complicare le cose, nelle casse dei comuni di residenza finivano tutti quelli che sono stati definiti "aumenti locali".

Dall'anno prossimo, invece, la totalità dell'imposta derivante da abitazioni e negozi andrà al Comune di residenza: la speranza, seppur remota, è proprio che questa nuova ripartizione spinga ad un alleggerimento del prelievo. La confusione e l'incertezza legata all'Imu l'hanno fatta da padrone anche nei confronti dei Comuni: si è registrata, infatti, una generale tendenza delle amministrazioni locali al richiedere aliquote più salate pur di non incappare in buchi di bilancio non preventivati. Lo stesso gettito raccolto in maniera superiore alle aspettative confermerebbe tale andamento. Un 2013 caratterizzato dalla nuova ripartizione dell'imposta, dunque, potrebbe convincere i Comuni ad un lieve ribasso delle aliquote rispetto a quanto chiesto nel 2012.

Nota dolente: il riassetto dell'Imu rischia di essere quello che in letteratura viene definito un "gioco a somma zero". Se, infatti, l'attribuzione integrale dell'aliquota andrà ai Comuni, dall'altro lato le amministrazioni locali vedranno azzerati i fondi statali ricevuti. Insomma, l'aliquota media pagata quest'anno (9.33 ‰) potrebbe facilmente prendere strade divergenti: se sono presenti elementi che la spingerebbero al ribasso è altrettanto vero che si è ancora lontani dal tetto fissato del 10.6 per mille che rappresenta il massimo richiedibile.

Imu 2013 - "Annus Horribilis" per Imprese ed Alberghi: L'anno che verrà non prospetta nulla di buono, invece, per le imprese e gli alberghi. Come cambierà la situazione delle seconde case e dei negozi, muterà pure la situazione legata a queste due categorie. I proprietari dei fabbricati classificati sotto la categoria D, nel 2013, verseranno integralmente allo Stato la loro Imu (con aliquota standard al 7.6 per mille). L'altra faccia della medaglia è rappresentata dal fatto che i Comuni potranno applicare una maggiorazione del 3‰ da destinare alle proprie casse. Tale soluzione, ne siamo certi, non verrà scartata a priori da buona parte delle amministrazioni che vedono sul proprio territorio una spiccata presenza di imprese e/o alberghi.

 

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Euro
(Foto: Reuters/Dado Ruvic / )
Euro banknotes are placed on a currency graph in this picture illustration taken January 22, 2011.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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