Dopo l'incidente di Fukushima il governo che allora risiedeva aveva deciso di chiudere tutti e 50 gli impianti di produzione nucleare, al fine di evitare che ulteriori tragedie ed eventualità simili potessero nuovamente accadere. Sembra che, invece, questa linea politica non sia nelle corde di Toshimitsu Moteshi, Ministro di Commercio e Industria. A suo avviso è necessario riprendere l'utilizzo di questo tipo di energia al fine di accelerare la ripresa dello sviluppo economico del paese. che prima di Fukushima produceva tramite il nucleare un terzo dell'energia totale.
Reuters
Il nuovo primo ministro Shinzo Abe in posa con gli altri membri del governo.
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"Dobbiamo riconsiderare la precedente politica amministrativa che mirava a rendere possibile l'azzeramento dell'energia nucleare per il 2030" ha dichiarato lo stesso Moteshi. "Una forte economia è la fonte di energia per il Giappone. Senza riguadagnare una forte economica, non c'è futuro per il Giappone" ha fatto eco invece Shinzo Abe, ufficialmente primo ministro dalla giornata di mercoledì 26 dicembre, i cui obiettivi prevedono numerose riforme di tipo economico.
È lo stesso primo ministro, inoltre, a sottolineare l'importanza del nucleare nell'economia giapponese, secondo quanto scrive la BBC. Aver smesso di fare affidamento sull'energia nucleare ha significato un aumento dei costi di produzione e spese maggiori nell'importazione di benzina e gas naturale; sembra che siano numerose le aziende che richiedono a gran voce un ritorno a un approccio più "tradizionale". Nel frattempo due dei 50 reattori spenti sono stati riattivati.
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