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Di Candido Romano | 28.12.2012 14:24 CET

Le sigarette elettroniche hanno ormai conquistato il mercato, gettonatissime come regalo di Natale. In molti vedono un'ancora di salvezza dalla dipendenza da nicotina. Questi prodotti però si sono sempre posizionati in una zona grigia tra chi sostiene che facciano comunque male e chi le vede come il miglior metodo per smettere di fumare, o almeno far finta di farlo senza immettere nel proprio organismo sostanze dannose.

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Arriva però la doccia fredda direttamente dall'Istituto superiore di sanità, che boccia le sigarette elettroniche su tutta la linea, inviando una dura relazione al ministro della Salute, Renato Balduzzi: "Possiamo dire che la sigaretta elettronica è meno tossica di quella tradizionale, ma non si può affermare che sia del tutto innocua. Le sigarette elettroniche con nicotina sollevano quindi preoccupazioni per la salute pubblica. Potrebbero rappresentare un rischio di iniziazione al fumo convenzionale a base di tabacco e di potenziale dipendenza. Rischio notevole soprattutto per i giovani considerando la facilità di reperimento su internet", si legge nella relazione dell'Istituto superiore di sanità. Insomma il vantaggio sarebbe di ridurre i danni causati dal fumo, anche passivo, ma d'altro canto le sigarette elettroniche potrebbero rappresentare un primo passo verso le classiche "bionde".

L'Iss sottolinea inoltre che le cosiddette e-cig dovrebbero essere equiparate ai farmaci, venduti quindi come dispositivi medici e non come prodotti del tabacco, dato che non c'è ancora un'evidenza scientifica sufficiente a stabilire la sicurezza e l'efficacia come metodo per la dissuefazione. In effetti in paesi come Belgio, Germania, Austria, Portogallo e Svezia le sigarette elettroniche sono considerate vere e proprie medicine, mentre in Australia, Norvegia e Canada sono vietate alla vendita.

Il mercato delle sigarette elettroniche è certamente vasto e profittevole, sono ben due milioni di persone che "svapano", anche se, sempre secondo l'istituto superiore della sanità, "Non è possibile escludere il rischio di effetti dannosi per la salute umana, in particolare per i giovani. Si ritiene opportuno che gli effetti dannosi siano comunicati al consumatore con apposite avvertenze sulla confezione".

Intanto emerge un caso di cronaca proprio riguardo le sigarette elettroniche, questa volta "taroccate". Protagonista della storia è Luca Rossi, 25 anni, un ragazzo di Genova, che si è visto letteralmente esplodere la sua e-cig. Stava caricando il liquido da "svapare" e il serbatoio è esploso: la nicotina, un vero e proprio veleno, gli è schizzata negli occhi. Subito all'ospedale, non vedeva più: è stato dimesso con una prognosi di 10 giorni per una forte irritazione.

Luca aveva comprato una sigaretta elettronica non conforme alla legge, le stesse sequestrate a Natale dai Nas. La contraffazione non riguarda più marche o borse, da tempo anche le e-cig sono nel mirino.

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Sigaretta
(Foto: Reuters / )
La sigaretta elettronica bocciata dall'Iss
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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