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Di David Pascucci | 28.12.2012 13:37 CET

Cina, una selling machine mondiale ben vista da tutti e possibile prima economia mondiale. A parte la crescita inflazionata, manovre di espansione creditiza come i recenti "Reverse Repos" e la manodopera a basso costo, potremmo definire la Cina un grande bluff. 

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Esatto, un grande imbroglio per dirla in altri termini. L'economia cinese, per lo meno la produzione industriale, non è dovuta alla nascita di grandi multinazionali di origine locale, bensì dalla delocalizzazione produttiva derivante dal WTO e dalla globalizzazione, il che ha permesso a molte imprese occidentali di ridurre enormemente i costi per massimizzare i profitti. In sostanza, in Cina non ci sono imprese di caratura internazionale il che fa sì che Pechino dipenda dai voleri delle imprese "impiantate" dall'estero.

Punto interessante sono i sindacati. I sindacati non possono "alzare la voce" proprio perchè creerebbero problemi alle multinazionali presenti invogliandone la fuga verso paesi meno problematici e limitando così le esportazioni, il fragile core business del Dragone. 

Dopo anni di crescita a cifre esorbitanti (inflazionate), la Cina vede lo Yuan (valuta locale) apprezzarsi al punto tale che la Banca Popolare Cinese è costretta a manovre di espansione monetaria per fronteggiare il pericolo di non poter più esportare come negli anni d'oro. Questo atteggiamento è proprio di un'economia legata alle esportazioni, a fattori esterni e non domestici. Un'economia forte e stabile ha solitamente un buon mercato interno, cosa che la Cina non sembra avere.

Un'economia forte ha solitamente una classe media. Dov'è la classe media in Cina? Non sembra esserci, infatti gli uffici statistici della Cina (notoriamente poco affidabili) non "riescono" a pubblicare il famoso indice di Gini. Per i non addetti ai lavori, l'indice di Gini è un coefficiente statistico che indica le diseguaglianze di ricchezza (in ambito economico). L'unico dato disponibile è quello di un'università del sud-ovest della Cina che rilascia un dato allarmante:0,61. Di norma, in un paese stabile, l'indice di Gini è compreso tra 0,3 e 0,5. Un dato superiore a 0,5 è da considerarsi allarmante.

La Cina si dimostra quindi un grande Bluff: senza classe media, senza un'equa distribuzione di ricchezza, senza imprese locali competitive a livello internazionale, non possiamo catalogare la Cina come grande potenza economica. Quando la quantità va a distorcere la qualità.

 

Cina
(Foto: reuters.com / )
la bandiera cinese
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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