Nel 2012 il sistema economico italiano ha prodotto 609.500 nuovi disoccupati. È una stima fornita oggi dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre attraverso un report sullo stato dell'occupazione in Italia.
reuters
Istat, Italia in recessione tecnica.
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L'anno prossimo, inoltre, i nuovi disoccupati saranno 246.600 facendo sì che l'attuale stock di senza lavoro, pari a circa 2,7 milioni di disoccupati (pari ad un tasso percentuale del 10,6%), sfiorerà quota 3 milioni con un tasso di disoccupazione percentuale dell'11,5%.
A soffrire è di conseguenza anche il mondo imprenditoriale. La contrazione dei prestiti bancari erogati alle imprese è stata di 26,7 miliardi di euro (-2,7%) mentre le sofferenze in capo al sistema imprenditoriale sono aumentate di 8,7 miliardi (+10,9%).
Nel 2012, secondo la Cgia di Mestre, sono calati sia i consumi privati (-3,4%) che quelli pubblici (-0,7%). Gli investimenti, invece, hanno subito un vero e proprio crollo: -8,1% (con una punta del -10,9% per quelli relativi alle attrezzature e ai macchinari). Tutto ciò ha prodotto una caduta del pil che va dal -2,3% al -2,5%.
Nel 2013 i dati avranno un miglioramento ma resteranno comunque negativi. Il pil, secondo queste stime, si attesterà al -0,5%, i consumi privati al -0,9%, quelli pubblici al -0,3% e gli investimenti al -2,1%.
"Con queste previsioni" dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre "non c'è da meravigliarsi se le aziende non ce la fanno più a trattenere le proprie maestranze. Anche le piccole imprese, che in passato erano riuscite ad assorbire i lavoratori espulsi dalle ristrutturazioni che avevano interessato le grandi imprese, ora sono allo stremo e dopo 5 anni di crisi la loro tenuta è ormai ridotta al lumicino".








