Duecento morti. E' il bilancio dell'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo dopo i bombardamenti dell'aviazione del regime sui quartieri ribelli di Homs e gli scontri ad Aleppo e nella capitale Damasco registrati nella giornata di ieri. La metà delle vittime sarebbero civili. 23 bambini sarebbero morti sotto le bombe sganciate dal regime su varie città della Siria (Homs, Aazaz, Damasco).
Reuters
Duecento morti causati da scontri e bombardamenti
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"Una soluzione del conflitto siriano è ancora possibile, anche anche se la situazione è molto grave e peggiora di giorno in giorno" ha dichiarato dal Cairo Lakhdar Brahimi, inviato speciale Onu per la Siria.
La situazione forse più drammatica rimane quella di Homs, città-simbolo della protesta iniziata nel marzo 2011, assediata da mesi dalle truppe fedeli al regime di Bashar Al-Assad. Secondo quanto riferito dall'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo i militari "dopo aver conquistato il quartiere di Deir Baalbeh al termine di violenti scontri costati la vita a decine di persone, hanno lanciato una serie di razzi contro i circostanti quartieri ribelli".








