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Di V.B. | 31.12.2012 10:50 CET

Non si arrende Silvio Berlusconi e grida al complotto. Non ha ancora digerito la fine pilotata della sua legislatura e l'avvento del governo tecnico e adesso, dopo le promesse disattese di Monti, che il Cav aveva definito "promesse da marinaio" e la scelta del professore di correre indirettamente alle elezioni alla guida dei centristi, spara a zero su tutto e tutti.

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Non salva neppure il Capo dello Stato: "Non voglio dare giudizi al riguardo, sarà una commissione di inchiesta eventualmente a far emergere ruoli che ciascuno ha svolto in quell'occasione".

Poi non rinuncia a parlare della Lega. Il carroccio è la spina in pectore del Cav. l'affare è complicato: la Lega ambisce alla guida del Pirellone ma non è disposta a fare l'asse nazionale con il Pdl in vista delle Politiche di febbraio. Maroni è stato chiaro: "se Berlusconi si candida non possiamo dare il nostro appoggio su scala nazionale". Ma il fondatore del Pdl va dritto per la sua strada e sentenzia: "La Lega deve scegliere, da sola va incontro a una sconfitta sicura, la rottura dei rapporti renderebbe impossibile appoggiare Maroni in Lombardia, ma anche tenere in vita le giunte in Veneto e Piemonte e centinaia di amministrazioni locali".

Ma soltanto ieri Maroni aveva ribadito su twitter: No al Cavaliere, correremo da soli. 

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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
(Foto: Reuters / Srdjan Zivulovic)
Giorgio Napolitano, Bdro, Svolenia, 10 luglio 2012.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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