Un'Italia ferita, delusa e arrabbiata. Sarà lei la spettatrice nonché la prima destinataria del discorso di fine anno di Napolitano, trasmesso a reti unificate alle 20,30 di questa sera. Il Capo dello Stato si troverà davanti un popolo stanco. Stanco dei valzer dei politici, delle figuracce che alcuni rappresentanti ci hanno fatto fare in giro per il mondo ma soprattutto di una crisi che non accenna ad allentare la morsa.
Reuters
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
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C'è poco da festeggiare dopo un anno di sacrifici, tasse e rincari su bollette e generi alimentari che hanno fatto trascorrere agli italiani un Natale all'insegna dell'austerità. In pochissimi si sono potuti permettere le vacanze e il drastico calo dei consumi ha fatto patire i commercianti e gli abeti natalizi, sotto i quali i pacchetti dei regali sono stati ridotti al minimo indispensabile.
Dal web si alza la provocazione: "Il 31 dicembre dalle 20 alle 21,30 tv spenta! Io non voglio gli auguri del presidente delle banche criminali e dei politici!".
Questo è lo scenario che si configura davanti al Capo dello Stato, che si appresta a fare il suo discorso a pochi mesi dalla fine del suo mandato, dalle elezioni e dopo sette anni in cui ha ricoperto questa carica.
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