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Di Alessandro Proietti | 02.01.2013 10:15 CET

Che la Merkel incarni alla perfezione il ruolo della magistra severa è ormai cosa nota. Il personaggio della cancelliera tedesca non è, tuttavia, definibile come "piatto".

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Nel corso della crisi europea, il personaggio-Merkel ha mostrato tutto il suo dinamismo: pur mantenendo un approccio severo in ogni occasione, è passata dall'iniziale figura intransigente a quella, importantissima, di mediatore tra l'Europa (del Sud) ed i ferrei ministri tedeschi (Schaeuble in testa). E' stata in grado di conciliare posizioni molto distanti come in occasione dell'ormai celebre discorso di Mario Draghi e del suo "whatever it takes". Ha mostrato, dunque, una vasta gamma di atteggiamenti correlati ai vari momenti dello status quo economico. 

L'ultima veste indossata, in ordine prettamente temporale, è stata quella ormai nota della cancelliera fredda e distaccata che guarda al futuro senza troppe illusioni e sempre ben ancorata a numeri e statistiche. Nel momento in cui le voci europee sembrano pronte per intonare il canto della ripresa economica, la Merkel si pone voce fuori dal coro e richiama tutti alla realtà.

"La crisi è lontana dall'essere superata", dichiarazione pienamente coerente con le ultime che parlavano di cinque lunghi anni per tornare a crescere seriamente. La cancelliera risulta essere ancora più abbottonata del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble che si era lasciato scappare un "il peggio sarebbe alle spalle". La Merkel rincara la dose: "So che molti di voi sono naturalmente preoccupati per l'arrivo del nuovo anno. La situazione economica non sarà più facile, ma anzi più difficile".

L'aver riesumato la vecchia veste di fredda calcolatrice, però, potrebbe essere proprio il miglior segnale che il ciclo negativo sia vicino alla fine. Rientra nel modus operandi merkeliano il placare l'ottimismo nascente poggiato sui primi numeri che parlano di ripresa.

Se la crescita non è ancora alla portata di tutti in Europa, di certo la Germania sarà la più slanciata nel 2013 appena iniziato. La disoccupazione ai minimi dalla riunificazione è solo una delle tante voci positive della macchina economica tedesca. L'indice IFO, sulla fiducia delle aziende tedesche, continua a crescere e ad infrangere le aspettative rialziste. Allo stesso modo l'opinione economica dello ZEW (Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung) prosegue nel lanciare segnali positivi. Il 2013, insomma, non si preannuncia così duro per i cittadini tedeschi.

Il nuovo atteggiamento della Merkel, quindi, appare meglio comprensibile se posto non davanti ad una platea tedesca quanto ad una paneuropea. Il discorso è rivolto proprio ai Paesi europei in difficoltà: non bisogna abbassare proprio ora la guardia, c'è necessità di proseguire convinti sulla strada delle riforme strutturali avviate.

Angela Merkel
(Foto: Reuters / )
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