Se Berlusconi è un presenzialista dei media, Monti non è da meno. Il premier tecnico si è concesso a un'intervista a tutto campo su radio Anch'io dove, oltre a difendere a denti stretti il suo operato e i suoi ministri, ci tiene a mettere i puntini sulle i e a fare i dovuti distinguo.
Reuters
Auspica un Centro rafforzato e anti-populista
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Torna a parlare di idee e di programmi, sottolineando che non iomporta con chi stare ma con cosa. Ovvero quali progetti sostenere e portare avanti: "Sarò dalla parte del paese che vuole andare avanti e non di chi vuole frenare. C'è una distinzione fondamentale tra chi vuole cambiare il paese e chi a sinistra, mi riferisco a Vendola e Fassina e ad altri esponenti di destra, si oppone a questo cambiamento. Vendola e Fassina vogliono conservare per nobili motivi ed in buona fede un mondo del lavoro cristallizzato, iperprotetto rispetto ad altri paesi. Io sono per avere in Europa una tutela ancora più avanzata dei lavoratori, ma con condizioni che favoriscano la creazione di posti di lavoro".
Inevitabile la polemica su alleanze o comunque sui rapporti con gli altri politici: "A Bersani, che mi ha chiesto di dire con chi sto, io dico: io sto per le riforme che rendano l'Italia più competitiva e creino più posti di lavoro. E' difficile ragionare su da che parte uno sta. In un quotidiano un numero di parlamentari del Pd hanno scritto una lettera aperta per dire 'il Pd stia con Monti'. Io desidero che il mondo politico si schieri sulle idee e io sono sceso in campo non schierandomi pro o contro i singoli partiti ma fortemente per difendere determinate idee".
"Non vedo ostilità di Bersani", e non perde occasione di rimarcare la sua considerazione in Europa: "mi permetto di essere molto immodesto: credo in Europa di essere conosciuto per quello che in Europa ho fatto, da commissario e in questi difficili 13 mesi da premier. Credo di avere un posto mio nell'opinione dei colleghi leader europei e se dovessi ancora essere primo ministro, sarei membro del Consiglio europeo credo con una certa incisività, enormemente più importante di saper in quale famiglia politica siederei".








