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Di Claudio Forleo | 02.01.2013 16:26 CET

Non è un partito ma è come se lo fosse. Comunione e Liberazione, movimento cattolico nato per volontà di don Luigi Giussani, vota e fa votare. Si stima che possa contare solo in Italia su oltre 300mila 'sostenitori'. Definita come la "Lobby di Dio" nell'omonimo libro del giornalista Ferruccio Pinotti, è un punto di riferimento per i politici italiani che fanno a gara per partecipare al Meeting di Rimini in programma ogni fine agosto. In quei giorni si stringono patti (anche elettorali) e si fanno affari. Essere presenti significa molto, a livello politico ed economico.

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"I mezzi di informazione continuano a chiamare in causa il nome di Comunione e Liberazione a proposito delle vicende politiche, paventando divisioni e contrasti all'interno del movimento sulle scelte elettorali dei prossimi mesi". Così si esprime il movimento in una nota emanata dall'ufficio stampa. "L'unità del movimento - si legge nella nota - non è una omologazione politica, tanto meno si identifica con uno schieramento partitico, ma è legata all'esperienza originale di Cl: un aiuto a vivere e a testimoniare la fede come pertinente alle esigenze della vita".

Politicamente più orientata a destra, sostenitrice di Berlusconi (il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni,  il capogruppo Pdl al Parlamento Europeo Mario Mauro, il vice-presidente della Camera Maurizio Lupi sono alcuni nomi di politici di primo piano legati a Cl), coltiva da sempre anche rapporti a sinistra. Il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani è un habituè dei Meeting di Rimini. Matteo Renzi in passato ha ricevuto l'appoggio del movimento. Le cooperative legate alla galassia di centrosinistra lavorano spesso a braccetto con le oltre 30mila imprese iscritte alla Compagnia delle Opere, braccio economico di Cl. Recentemente Giorgio Vittadini, fondatore della Cdo, ha dato il proprio endorsement (come il Vaticano) alla lista Monti.

"Per parte sua, il movimento guarda con simpatia chi, tra i suoi aderenti, decide di assumersi il rischio di un tentativo politico - scrivono ancora nella nota - e si augura che dall'educazione ricevuta, e in continuità col magistero ecclesiale, tragga continuamente i criteri ideali per impegnarsi in favore del bene comune, della libertà della chiesa e del benessere anche materiale del paese".

Città del Vaticano
(Foto: Reuters / )
Città del Vaticano
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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