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Di C.F. | 02.01.2013 18:16 CET

Nella strategia mediatica del Cavaliere l'obiettivo rimane quello di ridimensionare Monti, il nemico in casa, colui che punta al bacino elettorale del Pdl.  

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"Non sono qui per criticare Monti che ne ha dette tantissime negli ultimi tempi, e quello che dice non ha più credibilità - ha dichiarato a Sky Tg 24 - Era stato messo a guida di un governo tecnico con una promessa. Aveva detto che non avrebbe approfittato della promozione, lo aveva promesso a tutti gli italiani e ora ce lo troviamo lì come leader di una coalizione con compagni di viaggio che ti raccomando".

"Io non lineare? Da parte mia una assoluta linearità: mi sono fatto indietro per Casini, lui non è venuto e io sono tornato, mi sarei fatto indietro se Monti avesse accettato di federare tutto il centrodestra dal partitino di Casini alla Lega. Non lo ha fatto ed io sono tornato con grande spirito di sacrificio".

Poi ecco il ritorno dei 'comunisti'. "Il nostro avversario è sempre e comunque il partito che viene dall'ideologia comunista, che ha cambiato nome, ma che è ben dentro le ideologie del passato e che ha come leader Bersani".

Mario Monti e Silvio Berlusconi
(Foto: Reuters / )
Il premier Mario Monti e il Cavaliere Silvio Berlusconi
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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