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Di Claudio Forleo | 02.01.2013 20:59 CET

Si fa un gran parlare in queste ore degli 'impresentabili' del Pd. Vari i nomi citati, tra rinviati a giudizio e candidature farsa (Bindi in Calabria e Finocchiaro in Puglia). Ma la storia forse più imbarazzante di queste primarie arriva dalla Sicilia. Tra i candidati 'eletti' nelle liste per le Politiche di febbraio c'è Vladimiro Crisafulli (già Pci, poi Ds, consigliere provinciale, deputato regionale, oggi senatore uscente), che ha ottenuto 6350 preferenze nel suo storico  feudo elettorale, quello di Enna. Nome semi-sconosciuto all'opinione pubblica nazionale, è un esempio di come non basti una sentenza di assoluzione (o nel suo caso un'archiviazione) per sfuggire a interrogativi e domande.

Reuters
Il leader del PD, Pier Luigi Bersani

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Crisafulli, oggi imputato per abuso d'ufficio in concorso con due dipendenti della Provincia di Enna, in passato è stato anche indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il procedimento è stato archiviato, ma secondo i pubblici ministeri di Caltanisetta che indagavano sulla sua persona sarebbe "dimostrata da parte di Crisafulli la disponibilità a mantenere rapporti con il Bevilacqua (boss mafioso, ndr), accettando il dialogo sulle proposte politiche dello stesso...rispondendo alle domande sulle possibili iniziative politico-amministrative, in particolare in materia di finanziamenti e appalti".

La vicenda risale al 2000, quando Crisafulli venne filmato dagli investigatori in un hotel mentre incontrava l'avvocato Raffaele Bevilacqua (già consigliere Dc), considerato il "reggente di Cosa Nostra" nella provincia di Enna e uno dei contatti di Bernardo Provenzano durante la latitanza. Secondo quanto scrivono Lirio Abbate e Peter Gomez nel libro "I complici", Bevilacqua nel 1991 partecipa anche ad una riunione della Commissione interprovinciale di Cosa Nostra, alla presenza di Totò Riina. I magistrati non hanno dimostrato il concorso esterno di Crisafulli ma hanno intercettato l'allora deputato della Regione Sicilia mentre "discuteva di appalti" con un nome già allora molto chiacchierato (arrestato in un'operazione antimafia già nel novembre 1992), condannato prima per associazione mafiosa e poi per omicidio, che attualmente sconta una pena all'ergastolo. Il nome di Bevilacqua è finito anche nell'inchiesta della Procura di Catania che vede tra gli imputati l'ex governatore Raffaele Lombardo, accusato di concorso esterno .

Abbastanza per porsi qualche interrogativo in casa Pd sulla presenza in lista di Crisafulli già nel 2008. Presenza confermata lo scorso fine settimana, candidato alle primarie nel feudo elettorale in cui intratteneva rapporti con il boss. Perchè far candidare la Bindi in Calabria, la Finocchiaro in Puglia, ma permettere a Crisafulli di presentarsi "in casa", dove l'inopportunità era evidente?

Il leader del PD, Pier Luigi Bersani
(Foto: Reuters / Max Rossi)
Il leader del PD, Pier Luigi Bersani
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