• Share
  • OkNotizie
  • +6
  • -1

Di Alessandro Proietti | 03.01.2013 10:49 CET

"Se la Bce continua a fare delle politche di austerità la precondizione per le sue operazioni di finanziamento, questo si tradurrà solo in un aggravamento delle condizioni del paziente", parola di Joseph Stiglitz, Nobel per l'economia.

Seguici su Facebook

Inutile creare false aspettative: l'anno economico appena iniziato non sarà tutto rose e fiori come alcuni prospettano. L'allentarsi del morso della crisi dovrà essere l'assist da prendere al volo per attuare manovre fino ad ora non effettuate.

La strada percorsa, nel recente passato, ha visto la scesa in campo dell'austerity volta a tamponare una situazione di pura emergenza. Il 2013, però, dovrà vedere l'austerità lasciare il posto alla crescita, parola di Stiglitz.

"Fino ad ora, i politici europei non sono riusciti a realizzare un vero Patto per la crescita per i Paesi della periferia della zona euro".

Le recessioni di Grecia e Spagna sono due chiari esempi di quanto affermato sopra: oberate dai debiti e cadute in una profonda spirale recessiva, non mostrano "al momento alcun segnale di uscita".

La crescita è l'unica soluzione perseguibile che porterà concreti risultati nel medio-lungo periodo. Fiscal compact e piani di acquisto dei Titoli da parte della Bce sono solo palliativi e rappresentano, pertanto, "soluzioni temporanee".

Proseguire la strada dell'austerity anche nel 2013 potrebbe, secondo Stiglitz, peggiorare "le condizioni del malato". E' il momento adatto per definire, definitivamente, un Patto per la crescita.

l'economista joseph stiglitz
(Foto: reuters / Vincent Kessler )
l'economista joseph stiglitz
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +6
  • -1

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci