La Chiesa si chiama fuori dalla contesa politica e piuttosto si dice strumentalizzata. L'articolo scritto qualche giorno fa sull'Osservatore Romano aveva indotto a pensare che il Vaticano avesse preso una posizione. E che quella posizione si chiamasse Mario Monti.
Reuters.com
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Ma dal mondo cattolico arriva una brusca sterzata e anzi una forte smentita, in cui si dice chiaramente che la Chiesa non è in grado di dare ricette politiche e tanto meno è intenzionata a consegnare nelle mani di un singolo schieramento il compito di rappresentare i fedeli.
"A non essere affatto piaciuta è stata la strumentalizzazione di un articolo ben scritto dell'Osservatore a proposito della situazione politica attuale. Un articolo -spiega il Vaticano- per altro di seconda pagina, breve e senza prese di posizione forti. Certo, che vi sia simpatia per Monti è innegabile, ma arrivare a desumere che a motivo di questa simpatia la Chiesa stia con Monti è troppo".
Il mondo cattolico prende le distanze e Domenico Sigalini, presidente della commissione Cei per il laicato e assistente generale dell'Azione cattolica, chiarisce ancora di più il concetto: "i credenti non si riconoscono in un'unica leadership dunque non ha senso evocare l'epoca lontana dell'unità politica dei cattolici. La situazione è molto confusa e non si possono dare valutazioni definitive. L'importante è che il mutamento si traduca in un effettivo miglioramento della condizione generale".
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