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Di Alessandro Proietti | 03.01.2013 11:59 CET

Crisi italiana - L'automobile, in qualsiasi sua marca e modello, è diventata un bene di lusso per gli italiani. Questo è quanto emerge dal drammatico quadro consuntivo del 2012 dell'auto in Italia.

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Il concorso di colpe è ripartito tra più voci tutte estremamente gravanti sulle tasche dell'italiano medio. La crisi economica, in primis, ma anche il caro-carburanti e gli aumenti delle assicurazioni. Tutti questi fattori sono confluiti in un unico andamento al ribasso nel mercato dell'auto: un buco nero che ha fatto crollare le immatricolazioni a 1.402.089 unità, in calo del 19.87%

Siamo tornati indietro di 33 anni: era il 1979 quando le immatricolazioni toccarono quota 1.397.039 unità vendute. La congiuntura negativa è più che consolidata con il suo tredicesimo calo consecutivo che registra a dicembre un -22.51%. Non da sottovalutare, poi, l'informazione che ci giunge dalle vendite dell'usato: il calo registrato è qui del 9.75%. Gli italiani non rinunciano solo all'auto nuova ma al cambio dell'auto in sé per sé.

Il 2013, secondo Federauto, peggiorerà ulteriormente con volumi prossimi a 1 milione e 330 mila unità. Fiat, vetrina e termometro del segmento auto italiano, ha incassato un secco -19.4% nel 2012 che arriva, nel mese di dicembre, al -20.2% a/a.

Sorpasso cinese - Il Centro Studi Promotor fa poi sapere che il quadro è "ancora più drammatico se si considera che il mercato mondiale quest'anno dovrebbe aver fatto registrare un nuovo record ed è previsto ancora in crescita nel 2013". In numeri il 2012 dovrebbe aver registrato un +4.9% cui farà seguito, secondo le proiezioni di Ubs, Credit Suisse e Lmc Auto, un +2.2% per il 2013.

Un mercato che cresce ma in cui si registra un pesante riallocamento delle quote di mercato. Sorpasso in atto della Cina sull'Europa geografica, quindi. Le previsioni per il 2013 del FT parlano di una produzione cinese a quota 19.6 milioni di automobili contro i 18.3 milioni della cordata Ue, Turchia e Russia. Il peso specifico dell'Europa sul mercato mondiale scenderà al 20% (nel 2001 era al 35%, nel 1970 quasi al 50%) mentre quello cinese registerà un vero e proprio boom al 23.8% (nel 2001 venivano prodotte in Cina solo il 3.5% delle autovetture).

I grandi produttori ne prendono atto e agiscono di conseguenza. La Ferrari, ad esempio, beneficia del boom della Cina confermando l'economia del Dragone come secondo mercato mondiale di sbocco. Bmw e Daimler-Mercedes non restano certo a guardare: le ottime posizioni dei due gruppi nel mercato cinese saranno un elemento fondamentale per la crescita nel 2013.

Volkswagen, secondo fonti tedesche, sarebbe pronta ad aprire due nuovi stabilimenti in Cina con il target di 3 milioni di veicoli prodotti entro il 2014. Le strategie di marketing punterebbero, poi, anche alla vendita dei segmenti di lusso della produzione tedesca: dalla Porche alla Bentley, fino alla Bugatti.

Mercato Auto
(Foto: Reuters/Benoit Tessier / )
Repertorio -The Ferrari P4/5, designed by Pininfarina, is displayed on media day at the Paris Mondial de l'Automobile in Paris.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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