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Di Antonio D'Aronzo | 03.01.2013 12:30 CET

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Dopo due anni di pesanti perdite, il 2012 ha visto la Borsa di Milano tornare ad una performance positiva.L'indice FtseMib chiude l'anno con un rialzo dell'8,2% , rispetto ad un 2011 chiuso con un calo del 25% ed un 2010 archiviato con un ribasso del 13%.Il massimo è stato toccato a 17.133 punti durante la seduta del 19 marzo, mentre il minimo a quota 12.296 il 24 luglio. Nonostante il rialzo delle quotazioni, il mercato italiano soffre una disaffezione da parte degli investitori: infatt igli scambi sono calati ad una media di 2 miliardi di euro giornalieri, dai 2,8 miliardi dell'anno precedente.

Dal punto di vista grafico, ci prendiamo il merito di aver individuato i minimi a 15.100 toccati durante la seduta del 10 dicembre, dai quali le quotazioni si sono apprezzate in 9 sedute su 11. Nel dettaglio, dall'apertura dell'11 dicembre a 15.400 punti, i corsi hanno perforato la MM 50 e la MM 10, portandosi anche al di sopra della soglia psicologica in area 16.000 / 16.100 e arrivando a scontrarsi con la dinamica (rossa) sul livello 16.450 che parte dai massimi del 19 marzo. Da questo livello, dopo tante sedute consecutive di rialzo, il ribasso era fisiologico e probabilmente proseguirà nelle prime sedute del 2013, in quanto un RSI quasi in ipercomprato e una divergenza con gli ultimi massimi (evidenziata nel grafico), possono determinare un ritracciamento con target in area 15.900/16.100, livelli 36,2% e 50% per i seguaci di un Fibonacci applicato per il breve periodo.

Dilatando l'orizzonte temporale, prendiamo un grafico dell'indice FtseMib a 2 anni e proviamo a prevedere i movimenti per questo 2013:Il quadro principale vede i prezzi trovarsi in una posizione cruciale, decisiva per l'andamento del trend futuro. A conferma di questa tesi, notiamo che sul livello attorno al quale fluttuano i prezzi in queste ultime sedute, passano sia la trendline ribassista che parte dai massimi del 18 febbraio 2011 che uno dei livelli di Fibonacci rilevante per una prosecuzione del trend rialzista. Gli ultimi due tentativi di rottura sono avvenuti in una fase molto nervosa del mercato, in balia dei timori circa un ipotetico default a catena di Grecia, Italia, Spagna e Portogallo. Infatti dal punto di vista dell'analisi tecnica a nuovi massimi non sono seguiti nuovi massimi del RSI.Ad ogni modo, in ottica di lungo periodo, la parte di grafico che va da Agosto 2011 ad oggi, può essere letta come una fase di lateralizzazione, motivo per cui un superamento del livello 17.000/ 17.100 può spingere le quotazioni al recupero dei 18.000 punti, livello fondamentale per gli acquisti, dato che dalla sua rottura ebbe inizio il sell-off che ha portato le quotazioni a testare nuovamente i minimi del 9 marzo 2009.
Buon trading e buon 2013 a tutti.

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