Sarà un 2013 all'insegna delle tasse. È quanto prevede la CGIA di Mestre con un dossier sulla pressione fiscale in Italia pubblicato oggi sul proprio sito.
Reuters
Un"immagine delle sette banconote euro.
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Secondo l'organizzazione, infatti, il mix di Tares, aumento dell'Iva e introduzione dell'Imu porterà alle casse dello Stato ben 14,7 miliardi in più di contributi previdenziali rispetto al 2012.
Se nel 2012, infatti, gli italiani hanno versato all'Erario 699,6 miliardi di euro, nel 2013 le tasse complessive che andranno versate ammonteranno a 714,3 miliardi. Per ogni famiglia italiana, secondo la CGIA, l'aggravio medio di imposta sarà pari a 585 euro.
La pressione fiscale, quindi, passerà dal 44,7% del pil del 2012 al 45,1% del 2013: un aumento di 0,4 punti percentuali in un solo anno. Secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, solo nel 2014 l'Italia riuscirà ad invertire questa tendenza con la pressione fiscale che tornerà sotto quota 45%.
Nel frattempo, però, il peso dello Stato sotto forma di imposte e contributi continua a farsi sentire su famiglie e imprese già piegate dalla pesantissima crisi economica.
“Con l’Imu" ha dichiarato Bortolussi "l’Erario ha incassato circa 3-4 miliardi di euro in più rispetto alle previsioni: si tratta di risorse sufficienti per scongiurare l’aumento di un punto dell’aliquota Iva del 21% previsto a luglio. Inoltre, se si riuscirà ad agire in maniera ancor più incisiva sul taglio alla spesa pubblica improduttiva, sicuramente ci saranno ulteriori risorse per alleggerire il peso fiscale sulle famiglie. È questa una condizione necessaria per lasciare più soldi in tasca agli italiani e far ripartire i consumi”.








