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Di C.F. | 03.01.2013 21:47 CET

Nel 1989 fu il 'corvo' ad aleggiare sulla Procura di Palermo, con lettere anonime e denigratorie (alcune su carta intestata Criminalpol) che avevano come bersaglio Giovanni Falcone. Ora ecco un documento anonimo, sotto forma di dossier, inviato al pubblico ministero Antonino Di Matteo, titolare delle indagini sulla trattativa Stato-mafia, inchiesta che vede in sospeso 12 richieste di rinvio a giudizio.

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Un documento che la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) giudica attendibile. La vicenda è stata riportata oggi da Salvo Palazzolo su La Repubblica.

Dodici pagine che recano sul frontespizio lo stemma della Repubblica Italiana. Secondo l'anonimo i magistrati che indagano sulle vicende che dal 1992 al 1994 terrorizzarono il Paese e spalancarono le porte alla Seconda Repubblica, sarebbero stati spiati. Nel documento si fa riferimento anche all'Agenda rossa di Paolo Borsellino, scomparsa pochi minuti dopo la strage del 19 luglio 1992, che sarebbe stata "rubata da un carabiniere"

Secondo gli investigatori chi ha redatto quel documento dimostra di conoscere molte cose sui fatti che racconta, dall'assassinio di Pio La Torre (aprile 1982), agli eccidi di Capaci e via d'Amelio.

 

Trattativa Stato-mafia
(Foto: Reuters / )
Anonimo rivela: "Magistrati di Palermo sono stati spiati"
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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