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Di Alessandro Proietti | 04.01.2013 10:14 CET

"L'Eurozona ha davanti a sé un altro anno difficile".

Sebbene il 2013 sia da poco iniziato, affermazioni del genere rischiano già di essere il leitmotiv dei prossimi tempi. A lanciare l'allarme, in questa occasione, è stata la società di consulanza e revisione Ernst&Young con l'ultimo lavoro pubblicato.

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Disoccupati in aumento - Lo studio mostra come il numero di disoccupati dell'Eurozona salirà inesorabilmente anche nel corso del 2013. Se le persone senza lavoro ammontavano a 15.9 milioni nel 2010, i dati del 2012 avevano confermato il trend portando il tetto massimo prossimo ai 18.7 milioni di disoccupati.

Il nuovo anno non porta buone nuove: la previsione parla di un nuovo "record" a quota 20 milionio di senza lavoro. Le stime fanno da contorno alle criticità del quadro economico con il Pil dell'Eurozona che registrerà una nuova contrazione dello 0.2% dopo il dato del 2012 appena archiviato al -0.4%.

Ernst&Young focalizza l'attenzione sui Pesei c.d. periferici. Della Grecia, in estrema crisi per quanto riguarda il mercato del lavoro, sottolinea come la disoccupazione prevista volerà al 28% della popolazione attiva ed i primissimi segni di ripresa del Pil, (ora al -4.3%), potranno esser visti non prima del 2015. Non va certo meglio in Spagna con i senza lavoro che raggiungono la soglia del 27 per cento.

Un altro mondo, ovviamente, quello tedesco in cui il tasso di disoccupazione resterà stabile al 6.8% sui minimi dal 1991.

Disoccupazione
(Foto: Reuters.com / )
Disoccupazione: i rischi per la salute
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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