Pare che il Pd sia diventato "un partito all'americana" in cui il candidato sconfitto alle primarie Matteo Renzi spalleggia il vincitore Bersani, dato che - sottolinea il sindaco di Firenze - "mettermi contro Bersani sarebbe ridicolo".
Reuters
Il sindaco di Firenze si spenderà in campagna elettorale come 'argine al montismo'
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Tuttavia, tale alleanza interna non è solo un'operazione mediatica o di potere in vista delle elezioni, perché ciò che interessa al leader del Pd è un "argine al montismo" e alle sue riforme, secondo il retroscena di Verderami sul Corriere della Sera.
Questo spiega la convergenza di interessi fra i due: per Bersani, Renzi sembra essere la persona più adatta per portare avanti i temi dell'innovazione che il Pd si è prefissato. E "il rottamatore" ha accettato, e andrà in tv e nelle piazze per proporre i punti del programma con cui lanciò la sfida per palazzo Chigi al segretario del suo partito.
Ebbene, Bersani afferma che "non c'è e non ci sarà nessuna ipotesi di scissione nel nostro schieramento, tantomeno nel nostro partito", ed è questa la motivazione di fondo che tiene in vita "partito all'americana": il non mostrarsi deboli e divisi di fronte agli avversari. Bersani ne è certo e ribadisce che "quando saranno note le liste collegate a Monti, si vedrà quali sono le più nuove tra le loro e le nostre".








