Il 2013 sarà un altro anno di crisi per gran parte delle economie occidentali. Nonostante ciò non tutto il globo si accoderà all'Unione Europea e agli Stati Uniti e l'anno appena iniziato porterà una forte crescita economica a molti paesi soprattutto asiatici e africani. Ma chi crescerà di più nel 2013? A stilare questa speciale classifica è stato l'Economist Intelligence Unit (Eiu), una società indipendente che fa parte del gruppo editoriale dell'Economist.
Reuters
Uno dei casinò più grandi di Macao: The Venetian.
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Medaglia d'oro va a Macao che durante l'anno in corso vedrà il proprio pil crescere di oltre il 14%. La regione amministrativa speciale cinese, tuttavia, sfrutta le enormi entrate derivanti dal gioco d'azzardo che nel resto del paese è vietato dal regime comunista.
Al secondo posto troviamo la Mongolia con un'aspettativa di crescita tra il 13% e il 14%. Anch'essa, tuttavia, brilla di luce riflessa ovvero dello sviluppo economico da una parte della Cina e dall'altra della Russia.
Sul gradino più basso del podio troviamo la Libia che nel 2013, secondo gli analisti dell'Eiu, crescerà intorno all'11%. Ritrovata la stabilità politica, quindi, anche la Libia potrà tornare a sfruttare le sue massicce risorse naturali.
Fuori dal podio troviamo Gambia, Angola e Bhutan con una crescita del 9%. Al settimo posto, finalmente, troviamo la Cina che vedrà il proprio pil crescere intorno all'8%. Dietro al Dragone, ma con una crescita più o meno comparabile, troviamo Timor Est, Iraq e Mozambico che vanno così a chiudere la classifica delle economie più dinamiche.
La stessa Eiu, tuttavia, stila anche la classifica di chi farà peggio nel 2013 e qui le economie europee rientrano a pieno titolo. Maglia nera, infatti, va alla Grecia che vedrà il proprio pil contrarsi del 5% circa.
Meglio della Grecia, ma comunque male, andranno le economie di Portogallo (-3% circa), Spagna, Iran (-2% circa), Siria, Olanda e Italia (-1% circa), Cipro e Croazia (tra la stagnazione e il -1%). Più in generale, il pil dell'eurozona per l'anno in corso è visto in un sostanziale stallo.








