Alcune volte esistono luoghi comuni molto diffusi, al punto da influenzare abitudini quotidiane delle persone. Tra questi, e in particolare tra i fumatori, l'idea che smettere di fumare generi molta ansia nella persona, che prima invece faceva affidamento sulla sigaretta per tranquillizzarsi. Uno studio condotto in Inghilterra, che ha coinvolto maggiori università come Cambridge e Oxford, ha preso in esame 491 persone che frequentano cliniche per disintossicarsi dal fumo in un intervallo di tempo di sei mesi. Ciò che questa ricerca ha evidenziato è che tale luogo comune sia errato per alcuni casi, vero per altri. Com'è possibile? Dipende dai risultati che la persona ottiene in questo percorso.
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Il principale risultato di questo studio, che ha seguito da vicino nell'arco della terapia le persone affette dalla dipendenza, è che il livello di ansia ha subito una "marcata diminuzione" in coloro che sono riusciti a smettere di fumare nel tempo prefissatosi (68 persone); l'effetto veniva incrementato nel caso in cui la dipendenza fosse forte e il fumo non solo un piacere. Risultato opposto è invece stato sortito in coloro che hanno fallito nel processo, peggiorando di fatto il loro stato d'ansia.
Questo implica quindi altri fattori della crescita o nella decrescita dell'ansia nel tentativo di smettere di fumare, quali l'impegno e la volontà della persone, la gravità della dipendenza e la qualità della terapia.
Fonte: British Journal of Psychiatry
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