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Di Claudio Forleo | 04.01.2013 15:46 CET

Monti sfonda il 20%. Non è vero, sta poco sopra al 10%. Grillo vola, anzi no sta crollando. C'è un effetto-Berlusconi, il Pdl guadagna cinque punti. Neanche un pò, ha perso un altro punto.

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I sondaggi sembrano impazziti, e a distanza di pochi giorni descrivono scenari completamente diversi l'uno dall'altro. Davvero gli italiani sono così volubili? Molto meno di come vengono descritti.  Le spiegazioni per questa schizofrenia di dati possono essere diverse, ma nessuna è definitiva. Il campione degli intervistati: le aree geografiche, l'età, la fascia sociale, il momento in cui si inizia e si finisce la rilevazione. Basta modificare una sola di queste variabili per far crollare Monti , vedere Grillo al 25% o Berlusconi di nuovo in auge.

Un sondaggio Cise-Sole 24 Ore dava la lista Monti al 23%. L'Istituto Piepoli pochi giorni dopo al 12%. Un tracollo che non può essere spiegato in nessun modo, semplicemente perchè non è possibile. Il Movimento Cinque Stelle viene dato da Piepoli all'11%, ma Tecnè (per Sky Tg 24) sposta Grillo sopra al 16%. Neanche questa è una differenza da poco, balla quasi un 50% di consensi in più.

Molto dipende anche da chi commissiona i sondaggi, quando e perchè. Se lo fa Tizio in un determinato momento (vedi Montezemolo dopo la candidatura di Monti), i risultati saranno diversi rispetto a quelli di Caio (Berlusconi dopo la sua settimana mediatica). E' una questione di interessi e di area politica di riferimento. Spesso spuntano istituti con poca credibilità che sparano cifre un pò a caso, tanto per tirare l'acqua al mulino di qualcuno. Se il Cavaliere, Monti o Bersani dice che ha guadagnato cinque punti, la dichiarazione viene ripresa dai media, la gente magari ci crede e può anche valutare la possibilità di riposizionarsi. Psicologia spicciola, ma che ha sempre funzionato.

Rispetto alle scorse elezioni inoltre è molto più difficile capire chi vota chi. L'elettorato di Grillo è quanto più di eterogeneo esista. Prende voti a destra e sinistra, tra i giovani e i meno giovani, pescando molto nell'elettorato saturo da venti anni di Seconda Repubblica, tra gli indecisi e nel voto di protesta.

Anche Monti è difficile da catalogare. Il tira e molla del Professore non ha aiutato i sondaggisti e la sua presenza fa aumentare le intenzioni di voto per la coalizione di centro, ma certe percentuali sparate subito dopo la 'salita' in campo sembrano più un auspicio che un dato concreto. Anche Monti pesca in più bacini elettorali, ma rispetto a Grillo può essere più circoscrivibile. Ultima variabile, forse la più pesante: gli incerti. Sono tantissimi. Creassero una lista diventerebbe il secondo partito.

I sondaggi dunque non sono affidabili? La credibilità si guadagna sul campo e con la continuità di rilevazioni. L'Istituto Piepoli ha azzeccato i risultati delle primarie Pd, anche se il coefficiente di difficoltà era molto più basso. Swg stila report praticamente ogni settimana. Tecnè è l'istituto di fiducia di Sky Tg 24 che oggi da il centrosinistra (Pd+Sel+ socialisti) al 40,2%. Il centrodestra (Pdl+ Lega + La Destra) al 25,5%. Movimento Cinque Stelle al 16%, Lista Monti al 12%, Lista Ingroia al 3,8%. Ma a impressionare è la percentuale degli incerti: 46%.

Sondaggi
(Foto: Reuters / Giampiero Sposito)
Percentuali ballerine, molte variabili
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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