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Di Claudio Forleo | 05.01.2013 21:34 CET

La legge Calderoli, meglio nota come Porcellum, ha compiuto sette anni lo scorso dicembre. Da allora a Palazzo Chigi si sono dati il cambio in tre: Romano Prodi, Silvio Berlusconi e Mario Monti. Non c'è schieramento che in questi sette anni non abbia spergiurato di voler cambiare quel testo. Ultimo in ordine di tempo il premier uscente che oggi ha scelto Twitter per la prima promessa concreta della sua campagna elettorale: cambiare il Porcellum. Una promessa credibile?

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La domanda nasce spontanea perchè il prossimo Parlamento sarà occupato dagli stessi protagonisti di oggi e di ieri, Grillo a parte. L'unico modo che Monti ha di governare il Paese anche dalla prossima primavera (e rispettare la promessa di modificare la legge elettorale) è un'alleanza pre o post-voto con il centrosinistra. Lo stesso centrosinistra che ha guidato il Paese nella prima legislatura post-Porcellum e che non ha osato toccare il testo. Lo stesso centrosinistra che, sondaggi alla mano, non aveva nessun tipo di interesse nelle ultime settimane di vita del governo Monti a mettere mano alla Calderoli, perchè gli garantiva il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati. Casini (principale alleato di Monti) faceva parte della coalizione di centrodestra che nel dicembre 2005 votava a favore del Porcellum assieme all'allora Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini (toh, un altro alleato di Monti).

L'elisir di lunga vita del Porcellum, che lo rende così appetitoso per tutti i partiti, è che toglie all'elettore la possibilità di scegliere un candidato. Le liste bloccate sono un'arma formidabile in mano ai segretari di partito che, prima del voto, decidono chi verrà eletto semplicemente piazzando più su o più giù un nome in lista. Senza questa legge Bersani non avrebbe la certezza di portare in Parlamento 80-100 nomi di sua stretta osservanza. Nichi Vendola non potrebbe estromettere di fatto i due esponenti di Sel più votati alle primarie in Toscana. Silvio Berlusconi avrebbe difficoltà a piazzare alcune frequentatrici delle 'eleganti cene' di Arcore. E lo stesso Mario Monti non sarebbe sicuro di paracadutare in Parlamento alcuni ministri del suo governo tecnico che cercano un posto al sole in 'Scelta civica'.

A pensarci bene, perchè mai dovrebbero cambiarla?

Mario Monti
(Foto: Reuters / )
Promette di modificare la legge elettorale
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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