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Di Jessica Sanson | 06.01.2013 16:39 CET

Bashar al Assad dice no al negoziato con "chi usa la violenza e con quelli che sono dietro questi fantocci".

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In una delle prime apparizioni mediatiche, il presidente siriano dichiara che il Governo continuerà a usare la forza e cerca di appellarsi alla mobilitazione nazionale per poter combattere contro gli estremisti: "Non possiamo aspettare che altri trovino una soluzione per la Siria dove la sicurezza è scomparsa dalle strade e ovunque si respira tristezza". Durante la conferenza inoltre Assad desidera ringraziare la Russia, la Cina e l'Iran per il sostegno offerto alla sua nazione e non si tira indietro al dialogo : "Siamo disponibili a dialogare con partiti, individui che non vendono il loro Paese agli stranieri"

Annuncia inoltre al popolo che verrà creata una Conferenza Nazionale per redigere una nuova costituzione che sarà sottoposta a referendum al quale seguiranno elezioni politiche.

Dopo la diretta Tv, il discorso però assume diversi toni a seconda di chi lo interpreta. Da Twitter, arriva il breve messaggio del Ministro degli Esteri britannico Wiliam Hauge, "da Assad solo vuote promesse: morti violenze e oppressione che divorano la Siria sono provocate da lui".

Secondo, invece, il capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, e il ministro degli esteri Giulio Terzi " Assad dovrebbe fare un passo indietro e dovrebbe lasciare spazio alla soluzione politica".

Il presidente siriano Bashar al-Assad.
(Foto: Reuters / SANA/Handout)
Il presidente siriano Bashar al-Assad.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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