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Di Redazione IBTimes Italia | 07.01.2013 09:19 CET

Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico ed ex ad di Banca Intesa, sceglie le colonne del Corriere della Sera per segnare una strada diversa da quella tracciata da Mario Monti, l'uomo che lo volle nel governo tecnico per farne un superministro, salvo poi rimanerne deluso (secondo i più noti retroscenisti politici).

Reuters
Il ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera.

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La rottura definitiva si è consumata la scorsa settimana, quando il premier ha deciso di correre con una lista unica solo al Senato, mentre Passera l'avrebbe preferita anche alla Camera. "C'è un grande mondo che non si riconosce né con la sinistra, soprattutto se condizionata dalle componenti estreme, né con l'antipolitica né con Berlusconi - ha dichiarato Passera - Avevo dato la mia disponibilità a candidarmi, senza pretese di ruoli presenti o futuri. Fino a poche ore prima di quella riunione del 28 dicembre (quando Monti decise di correre con ' tre punte' alla Camera, ndr) sembrava tutto fatto".

"Durante la riunione hanno prevalso le posizioni di Italia Futura, di Montezemolo, di Riccardi, di Casini. Ho preso atto e me ne sono tirato fuori, ma non farò mancare il mio sostegno a Monti - prosegue il ministro - Il rapporto personale non è mai venuto meno. Mi è stato anche chiesto se volevo entrare in lista, ma ho detto di no. Non accetterei mai di candidarmi contro Monti. Voglio continuare a dare un contributo a questo Paese. Come? Si vedrà, tutto è aperto. Per ora ho tante cose da fare come ministro".

Le critiche all'Agenda Monti. "Deve essere per esempio chiaro l'impegno a non aumentare le tasse, anzi ridurle. No, quindi, a una nuova patrimoniale. Alleggerire il carico fiscale per le famiglie con redditi bassi e con figli e per le imprese che investono in innovazione e internazionalizzazione e soprattutto che assumono, attraverso un nuovo contratto di inserimento e reinserimento da mettere a punto. La spesa pubblica va ripensata e tagliata con interventi strutturali profondi. Dobbiamo incidere più in profondità sul costo vivo dell'apparato politico e amministrativo pubblico. Un esempio: un solo livello istituzionale e politico fra i Comuni e lo Stato centrale. Ripensamento totale di tutte le strutture intermedie, non solo le Province".

 

Corrado Passera
(Foto: Reuters / STRINGER Italy)
Il ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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