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Di Redazione IBTimes Italia | 07.01.2013 10:54 CET

Manuela Privitera, ex segretaria della Lega Nord al Senato, è la grande accusatrice del Carroccio sul presunto scandalo relativo all'utilizzo dei fondi destinati al partito. Sulla vicenda indaga la Procura di Roma.

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"Lavoro da otto anni al gruppo della Lega al Senato, ma quel che ho visto in questa legislatura, in questi ultimi tre anni in particolare, non ha precedenti - ha dichiarato a La Repubblica -  Adesso mi vogliono distruggere, mi accusano di dire il falso, perfino di aver rubato. Ma io in Procura ho depositato atti, assegni firmati dal capogruppo Bricolo (capogruppo a Palazzo Madama, ndr), ricevute dei senatori che incassavano somme in contanti, bonifici".

"Ero una semplice segretaria amministrativa, eseguivo ordini, disposizioni, tutto infatti porta le loro firme ed è nelle mani dei magistrati. Semplice esecutrice, ma in quanto tale testimone diretta - prosegue - Finché è stato in carica il governo Berlusconi i soldi circolavano tutti con bonifico. Subito dopo, siamo nel dicembre 2011, non saprei spiegare perché da quel momento, il capogruppo Bricolo mi dice che vuole gestire in contanti. Ci sono i prelievi dal conto, facili da riscontrare. Venivano prelevati su delega del tesoriere o del capogruppo, li prendevo io e li giravo su loro disposizione ai senatori Bodega, a Mazzatorta, dal dicembre 2011 anche a Calderoli. Io ero tenuta a far firmare una ricevuta prestampata"

"Nel Natale 2011 Bricolo decide di regalare a ciascun senatore quattro buoni da 500 euro tramite una carta Media World - sostiene la Privitera - Per evitare di far trapelare che la Lega, in un periodo di crisi, regalava ai propri parlamentari elettrodomestici per duemila euro. Esiste una fattura intestata al tesoriere Stiffoni da 50 mila euro".

"Chi usava il sistema? Oltre a Bricolo che lo ha creato, direi i vice Mazzatorta e Bodega. E ovviamente il tesoriere Stiffoni. Calderoli ne beneficiava. Ma escludo che tutti sapessero. Anche se tutti traevano un qualche vantaggio". La Privitera viene licenziata lo scorso mese di aprile: "Scoppia il caso Belsito. Poi viene travolto il tesoriere Stiffoni, che il 26 aprile lascia. Il capogruppo e i suoi mi rimuovono. Mi dicono che devono fare dei controlli. Poi a maggio mi propongono il raddoppio dello stipendio per scusarsi del disagio. La cosa mi spaventa: rifiuto. A fine luglio arriva la sospensione e poi il licenziamento. Immagino fossi diventata un testimone troppo scomodo, ingombrante".

Indagine sui conti della Lega in Senato
(Foto: Reuters / )
Umberto Bossi e Roberto Maroni
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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