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Di Redazione IBTimes Italia | 07.01.2013 16:37 CET

E' passato quasi un anno dalla tragica notte del 13 gennaio 2012 che si è portata via 32 persone. Il relitto della Costa Concordia è ancora lì, davanti all'isola del Giglio. E Francesco Schettino, simbolo di quanto accaduto, è sotto processo.

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"Sono stato dipinto peggio di Bin Laden, mentre il mio rammarico per quello che è successo è enorme - ha dichiarato a La Stampa il comandante della nave da crociera - Altrettanto onestamente rinnego l'immagine che mi hanno cucito addosso, ridicolizzando non solo 30 anni del mio lavoro, della mia esperienza in tutto il mondo, ma anche l'immagine del nostro Paese esposto alle critiche, spesso ingiuste, dell'intero pianeta".

"L'inchino? Tutti sapevano che per omaggiare l'isola si doveva passare più vicino. L'avevamo sempre fatto. Non voglio puntare il dito contro gli altri ma quella sera non mi vennero fornite le informazioni fornite le informazioni esatte. Io posso avere pure sbagliato ma non ero solo".

 

Naufragio Costa Concordia
(Foto: REUTERS / STRINGER Italy )
Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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