Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, cerca di tranquillizzare gli italiani circa il clamore mediatico suscitato dal via ufficiale all'uso del redditometro.
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Il vaso di Pandora appena scoperchiato ha dato il via ad uno strascico di polemiche più o meno plausibili. Dal fattore privacy a quello metodologico del rilevamento delle spese, il redditometro avrà modo di far parlare di sé ancora a lungo. Befera, dunque, torna a parlarne in una lettera al "Corriere della Sera".
Non siamo uno stato di Polizia fiscale, "non mi sembra sia questa la caratteristica che contraddistingue il redditometro dell'Agenzia delle Entrate (...) In estrema sintesi, il nostro redditometro consiste in una procedura informatica che, incrociando banche dati e utilizzando con estrema cautela indicatori di tipo statistico, punta ad individuare, con la maggiore attendibilità possibile, il grado di correlazione fra il reddito che emerge dalle dichiarazioni fiscali di un soggetto e la sua capacità di spesa, quale risulta invece dai dati di cui il fisco dispone."
Leggi anche: Il redditometro: cosa funziona e cosa no dello strumento del Fisco
La lunga lettera di Attilio Befera, nata come risposta ad un articolo di Piero Ostellino, continua affrontando le critiche ricevute in materia di "credibilità internazionale" lesa dal nuovo redditometro e conclude difendendo il meccanismo attuale delle rilevazioni.
"Una volta quindi emerso, con l'applicazione del redditometro, un rilevante scostamento (oltre il 20%) tra il reddito dichiarato e le spese sostenute sta poi al contribuente addurre le ragioni che possono comprovare, a suo avviso, questo scostamento. E' un tipico caso di barbarie giuridica? Sempre la comune esperienza dimostra che nessuno, più del contribuente stesso, può sapere come stiano effettivamente le cose. Del resto, questa non è certo una novità, ma è un principio che esiste nel nostro ordinamento fiscale dalla riforma tributaria del 1973, nata con l'apporto fondamentale di un grande politico e studioso liberale, qual è stato Bruno Visentini".
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