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Di Claudio Forleo | 08.01.2013 10:46 CET

Non si sono mai amati davvero e non si può neanche dire che ci sia stima reciproca. La 'base leghista' ha spesso solo tollerato il Cavaliere, visto come un 'male necessario'. E il Carroccio, soprattutto dal 2000 in poi, ha puntato molto, se non tutto, sulla strana alleanza. Necessari l'uno all'altro per convenienza. Del resto è politica, non un romanzo rosa.

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Nel 1994 il trio Berlusconi-Bossi-Fini sconfigge "la gioiosa macchina da guerra" del segretario Pds Achille Occhetto. La convivenza forzata tra il Cavaliere e il Senatur dura otto mesi. Litigano su tutto, la Lega minaccia di far cadere il governo dopo poche settimane sul famigerato decreto Biondi (arresti domiciliari durante la custodia cautelare per i reati di corruzione). E' la Lega degli albori, quella che sta con la magistratura perchè la gente tifa ancora per il pool di Mani Pulite. Berlusconi cade a dicembre sulla riforma delle pensioni, anche se ancora oggi racconta di essersi dimesso a causa di un avviso di garanzia.  

Inizia il periodo più difficile per la strana alleanza. Tra il 1995 e il 1999 fra il Cavaliere e il Senatur è guerra, senza esclusione di colpi. Alle elezioni del 1996 il Carroccio corre da solo favorendo il trionfo della coalizione di centrosinistra che appoggia Romano Prodi. Sono gli anni in cui Umberto Bossi picchia duro su Berlusconi, forse la più grande opposizione praticata contro il Cavaliere da quando è sceso in politica. "Mafioso di Arcore", "Berluskaiser",  "L'uomo della mafia, un palermitano che parla meneghino, nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord", "Guadagna i soldi con eroina e cocaina", "Peggio di Mussolini" sono solo alcuni degli attacchi rivolti da Bossi. La Padania, organo ufficiale della Lega, tempesta il Cavaliere di domande sull'origine delle sue fortune. Nonostante questo nel 1998 i leghisti votano contro l'arresto del deputato Cesare Previti, uno dei tanti 'uomini del Cavaliere', oggi pregiudicato per corruzione.

Cade Prodi, a Palazzo Chigi arrivano prima D'Alema e poi Amato. Il centrosinistra si fa male da solo, si prepara a consegnare il Paese all'opposizione e i due grandi nemici del centrodestra si riabbracciano, come se nulla fosse. Spuntano dietrologie (e svariati libri) sul perchè di quel ritorno alle origini. Semplice convenienza politica? Secondo alcuni ex leghisti Bossi avrebbe 'venduto' la Lega a Berlusconi, che si sarebbe impegnato a pagare i debiti del partito. C'è chi arriva a ipotizzare che persino il simbolo del Carroccio sia oggi di proprietà del Cavaliere. Storie che rimbalzano da dieci anni ma che non hanno mai avuto una conferma ufficiale.

Fatto sta che nel 2001 i due tornano al governo assieme a Fini e Casini. E' una Lega diversa, molto meno schizzinosa sulle leggi ad personam che il governo di Berlusconi sforna a getto continuo durante la legislatura. Il Carroccio passa un momento difficile anche a causa della malattia che colpisce Umberto Bossi. L'asse, tra alti e bassi, rimane saldo per altri dieci anni. Per la Lega Berlusconi è l'uomo forte che può garantire il federalismo e permette loro la scalata alle amministrazioni regionali del Nord: Veneto, Piemonte, domani forse la Lombardia. La Lega è fondamentale per vincere nelle regioni più ricche (e con più seggi in Parlamento). Il passaggio di testimone da Bossi a Maroni, forzato dallo scandalo Belsito, cambia solo in parte lo scenario. L'ex ministro dell'Interno è più politico del fondatore e meno impulsivo. L'arrivo dei tecnici a Palazzo Chigi segna la pantomima della divisione in Parlamento. In realtà alla Lega conviene stare fuori dalla strana maggioraza, mentre per il Pdl vale il contrario.

Negli ultimi due mesi tutta la dirigenza leghista ha provato a forzare la mano sull'alleanza in vista delle Politiche 2013. Una trattativa per ottenere due cose: la Lombardia e il 'mezzo passo indietro' del Cavaliere, almeno a parole. Tanto Berlusconi che Maroni ieri si sono potuti presentare sorridenti e soddisfatti, avendo ottenuto quello che volevano. E la strana coppia si avvia a festeggiare il ventesimo anniversario.

Lega-Pdl, nuova alleanza
(Foto: Reuters / Tony Gentile)
L'allora premier Berlusconi tra gli ex ministri Maroni e Bossi
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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