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Di David Pascucci | 08.01.2013 19:38 CET

"Vietare il consumo e la vendita di droghe è una strategia fallimentare", questa la teoria appoggiata dal Wall Street Journal accompagnata da un articolo di due economisti, Gary Becker e Kevin Murphy. Al di là di ogni moralismo, questa analisi economica sembra essere più che chiara.

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Qui di seguito i costi del proibizionismo:

Enormi spese statali - Le spese per la polizia, corpi speciali, ricerche investigative per consumatori e trafficanti internazionali e le spese giudiziarie sono soltanto alcune delle voci di spesa dello Stato legate alla lotta contro le droghe leggere. Le stime parlano di 40 miliardi di dollari all'anno di spesa da parte degli Usa.

Costi sociali - La percentuale di abbandono della scuola aumenta sempre più per via delle prospettive lavorative basse e per la qualità di vita relativamente scadente. Così, i poveri americani preferiscono abbandonare la scuola per dedicarsi allo spaccio di droga. La percentuale è in aumento e gli studenti che abbandonano prematuramente la scuola è pari al 25%, una percentuale molto alta.

Affollamento carceri - Nel 2011, tra 1.600.000 detenuti nelle carceri Usa, circa il 35-40% dei detenuti è condannato per droga. Solitamente a "stare dentro" sono i piccoli spacciatori e non di certo i grandi narcotrafficanti, coloro che controllano il mercato dell droga. In sostanza i piccoli spacciatori sono un costo enorme per un beneficio nullo (narcotrafficante ancora libero).

I problemi per il consumatore - Colui che è dipendente da alcol o tabacco riesce solitamente ad uscirne grazie all'aiuto della famiglia o del proprio lavoro. Molto più difficile il caso in cui si tratta di consumatori i droghe che, per via dell'illegalità di queste ultime, non riescono a chiedere aiuto per paura di essere segnalati dalla polizia o per vergogna. Questo aumenta la possibilità che possano frequentare tossicodipendenti e isolarsi dal problema.

Aumento dei proventi per i narcos - Quando viene catturato un grande narcotrafficante e viene fatto un maxi-sequestro, generalmente i prezzi delle droghe aumentano così come le fette di mercato dei narcos rimanenti, aumentando i proventi delle attività illecite. Viene fatto l'esempio del Messico. Dal 2006, il governo ha dichiarato guerra ai grandi cartelli della droga. I morti sono 50.000, il consumo di droghe non è diminuito e il potere dei narcos è aumentato.

Massimo Teodori, giornalista del Corriere della Sera, ha affermato che la legalizzazione dovrebbe essere fatta per il consumatore e che debba essere proibito il grande traffico così come ha fatto il Portogallo. 

Fonte: Wall Street Journal

Manifestazione a favore della legalizzazione
(Foto: Reuters / )
Cannabis: il Colorado ha scelto la legalizzazione
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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