• Share
  • OkNotizie
  • +2
  • 0

Di Claudio Forleo | 09.01.2013 16:43 CET

Sono i giorni in cui i partiti presentano le loro liste di candidati al Parlamento e i leader cadono nella tentazione del nome 'mediatico'. Tra questi ci sono molti professionisti di valore nei rispettivi campi, altre volte però si tratta solo di 'figurine' o nomi semplicemente 'popolari', quasi sempre 'blindati', posti in cima alle liste e sicuri di un seggio. Non mancano i figli di ex parlamentari o dii politici locali, che portano in dote i voti presi in passato dagli illustri genitori.

Seguici su Facebook

Centrosinistra. Il Partito Democratico ha messo a segno il colpo più mediatico, offrendo al Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso il posto da capolista nel Lazio. Ci sono i giornalisti Massimo Mucchetti in Lombardia (vice-direttore del Corriere della Sera), Rosaria Capacchione in Campania (cronista de Il Mattino, nota per i suoi articoli sul clan dei Casalesi e per i quali ha ricevuto minacce) e Corradino Mineo in Sicilia (direttore di Rainews). Spazio anche per l'olimpionica Josefa Idem in Emilia-Romagna e per l'ex segretario della Cgil Guglielmo Epifani in Campania. Alla Camera, nella circoscrizione Lombardia 3, al quarto posto c'è l'imprenditore Matteo Colaninno, vice-presidente del Gruppo Piaggio, figlio di Roberto Colaninno che nel 1999 ricevette la benedizione del governo D'Alema per l'Opa su Telecom. 

Nella circoscrizione Campania-2 alla Camera al posto numero 7 ecco Simone Valiante, figlio di Antonio, già deputato dei Democratici. Nelle liste della Camera-1 in Sicilia c'è la parlamentare uscente Daniela Cardinale (posto numero 7), figlia di Salvatore Cardinale, ministro del governo Amato nel 2000 e sponsor di Francantonio Genovese, citato tra gli 'impresentabili' del Pd per via di un'inchiesta della magistratura sui corsi di formazione in Sicilia e per i suoi conflitti d'interesse quando era sindaco di Messina.

Nichi Vendola ha fatto il pieno di nomi illustri. Tra questi Giorgio Airaudo, numero due della Fiom, Laura Boldrini, portavoce dell'Agenzia Onu per i rifugiati, Roberto Natale, ex presidente della Fnsi (il sindacato dei giornalisti). Solo per citare i più famosi a livello nazionale.

Centro-centrodestra. Valentina Vezzali, leggenda vivente dello sport italiano (tre volte campionessa olimpica), Mario Sechi, direttore del quotidiano romano Il Tempo, Alberto Bombassei, già tra i vice-presidenti di Confindustria durante l'era Marcegaglia, sconfitto da Giorgio Squinzi nella corsa alla successione. Tutti scelti da Mario Monti.

Pierferdinando Casini, alleato del premier, porterà alla Camera Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco, ex segretario Dc tra i simboli dell'agonia della Prima Repubblica. E Giampiero Zinzi, figlio di Domenico, sottosegretario alla Salute del secondo governo Berlusconi quando Casini stava con il Cavaliere.

Il partito di Berlusconi non ha ancora presentato le liste, ma si fanno i nomi di Katia Gentile, figlia di Giuseppe, assessore regionale ai lavori Pubblici nella giunta calabrese guidata da Scopelliti (Pdl) e Luca Morrione, figlio del deputato Ennio.

Lista Ingroia. Anche Antonio Ingroia non ha saputo resistere alla tentazione di qualche nome che faccia da traino alla lista. Ecco Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, morto in circostanze ancora non chiarite all'Ospedale Pertini di Roma dopo un'agonia durata una settimana, seguita all'arresto per spaccio di sostanze stupefacenti. Si fa il nome del giornalista Sandro Ruotolo, storico collaboratore di Michele Santoro, e di Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, assassinato da Cosa Nostra nell'aprile del 1982, a cui dobbiamo l'introduzione nel nostro codice penale dell'articolo 416 bis sull'associazione mafiosa.

© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +2
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci