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Di Alessandro Proietti | 10.01.2013 09:03 CET

L'Eurozona sta giocando una lunga partita a scacchi contro la crisi.

Una lotta endogena contro alcune criticità da sempre presenti, in maniera più o meno silente, al suo interno. Le voci si rincorrono: il 2013 sembra poter essere l'anno della svolta, l'anno della ripresa economica.

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Ironia della sorte, l'ultima mossa decisiva, quella che farà scacco matto al Re-Crisi, spetterà a due dei Paesi 'padri' dell'Unione europea. Italia e Germania, così tanto differenti e mai così vicine come in questo 2013, condivideranno il loro scranno del potere: con le elezioni politche alle porte l'uscita dalla crisi dell'Europa dipende, ceteris paribus, da loro due.

Di quanto detto fino ad ora ne è profondamente convinta anche Standard & Poor's, l'agenzia di rating a stelle e strisce.

L'Eurozona "potrebbe iniziare ad uscire dalla crisi del debito nel 2013 (...) potrebbe essere un anno decisivo". Per far avverare la previsione, però, servirà una continuità nelle politiche di riequilibrio dei bilanci: "Crediamo che la fiducia degli investitori ritornerà solo se gli Stati membri continueranno a fare progressi nel riequilibrare le loro economie, sia stabilizzando in modo strutturale il loro debito sia riducendo il deficit".

"Con la chiave di una soluzione della crisi di successo nelle mani dei governi, il calendario elettorale rimane un fattore vitale nella valutazione del corso futuro delle politiche, nonché dei progressi nella soluzione della crisi".

"I principali appuntamenti elettorali del 2012 in Grecia, Francia e Olanda, hanno prodotto governi che hanno assunto una visione complessivamente costruttiva degli sforzi per risolvere la crisi. Il nostro scenario di base prevede che le elezioni che consideriamo le più importanti del 2013 - in Italia a febbraio e in Germania e in Austria in autunno - porteranno, allo stesso modo, a una prosecuzione del percorso politico in corso".

Moritz Kraemer, analista di S&P's, afferma che per raggiungere tali target la politica dovrà fornire una risposta "disciplinata e trasparente". Il successo non è più utopico, l'agenda sarà "dura da attuare ma possibile".

E' il momento decisivo in cui sferrare il colpo del ko: l'errore più grande sarebbe quello di fraintendere l'attuale calma dei mercati ed adagiarsi sugli allori.

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(Foto: Pimthida // Flickr / )
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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