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Di Sara Rotondi | 10.01.2013 17:43 CET

Ennesimo caso di malagiustizia in Italia. La Cassazione ha annullato per un vizio di forma (errore di forma o di sostanza che rende annullabile un atto) parte della sentenza del maxiprocesso milanese nell'ambito dell'operazione "Infinito" sulle cosche della 'ndrangheta con cui sono state condannate 110 persone lo scorso novembre 2011 finite agli arresti nel luglio del 2010. Il deposito delle motivazioni avvenne in due tempi. Ora sarà la Corte d'appello a dover valutare gli effetti sul processo di secondo grado. 

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 Il "doppio" deposito avvenne a causa di un guasto della stampante che il primo giugno scorso si mangiò circa 120 pagine su 900 al momento del deposito. Quando il giudice dell'udienza preliminare si accorse dell'errore, qualche giorno dopo, il 4 giugno, cercò  di rimediare con un provvedimento d'integrazione che dava atto dell'incidente tecnico allegando le pagine mancanti. Un rimedio, questo, definito «abnorme» dalla Cassazione che l'ha annullato per vizio di forma. Ora spetterà alla corte d'appello, che si ritrova una sentenza incompleta in parte delle motivazioni, a dover stabilire gli effetti della pronuncia della Cassazione.  

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Cassazione
(Foto: Reuters / Stefano Consiglio)
Foto della Cassazione
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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