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Di Claudio Forleo | 10.01.2013 20:32 CET

"Non ci fu trattativa, ma una tacita intesa". La Commissione Parlamentare Antimafia gioca con le parole e la logica. Pur di non azzardare alcuna ipotesi destabilizzante prova a sostenere che 'trattativa' e 'intesa' non siano la seconda conseguenza della prima.

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Non possiamo avere alcuna certezza sul coinvolgimento effettivo di tutti i nomi politici per cui oggi è stato chiesto il rinvio a giudizio, ma ci sono fatti incontrovertibili che, al di là di ogni processo, parlano da soli.

1) Salvo Lima, indicato sin dagli anni Settanta come referente istituzionale di Cosa Nostra (e facente parte della corrente politica di Giulio Andreotti, prescritto per il reato commesso di associazione mafiosa), viene ucciso nel marzo 1992, un mese e mezzo dopo che la Cassazione ha confermato le condanne del maxi-processo ai vertici di Cosa Nostra.

2) Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone, candidato alla neonata Procura Nazionale Antimafia, viene assassinato assieme alla moglie e agli agenti di scorta.

3) Tra Capaci e via d'Amelio il Ros dei Carabinieri contatta Vito Ciancimino, vicino a Salvo Lima e Bernardo Provenzano, allo scopo di "fermare le stragi" (è la difesa dei vertici del Ros oggi imputati). Paolo Borsellino viene a conoscenza di questi contatti. Il 19 luglio viene ucciso assieme agli uomini della scorta. Dal luogo dell'attentato scompare l'Agenda Rossa in cui il magistrato è solito appuntare le sue intuizioni investigative. Dopo il 23 maggio aveva lavorato senza sosta all'omicidio del collega e amico Giovanni Falcone.

4) Il 15 gennaio 1993 viene catturato Totò Riina. Per un cortocircuito di comunicazione tra il Ros e la Procura di Palermo il covo del boss non viene perquisito per 15 giorni, dando il tempo a chi ne aveva interesse di farlo al posto dello Stato.

5) Maggio-luglio 1993. per la prima volta Cosa Nostra inizia a piazzare autobombe al di fuori della Sicilia: a Firenze, Roma e Milano provocando dieci vittime.

6) Nel novembre 1993 il ministro della Giusitizia Giovanni Conso ritira il 41 bis (regime di carcere duro) a centinaia di mafiosi detenuti nelle carceri italiane. E' uno dei punti fondamentali del presunto 'papello di Riina', le richieste avanzate da Cosa Nostra per interrompere le stragi. Papello di cui, secondo la Procura, il boss conservava una copia nel covo non perquisito mesi prima.

7) Nel 1995 il Ros (sempre il Ros) può catturare Bernardo Provenzano nelle campagne di Mezzojuso (Palermo). Lo può fare grazie all'inflitrato Luigi Ilardo che, dopo mesi di lavoro, indica ai Carabinieri il luogo in cui si nasconde il super-latitante. Il Ros preferisce aspettare, ma Provenzano non concede un'altra occasione. Ilardo viene ucciso nel 1996. Provenzano sarà catturato dieci anni dopo. Per questa vicenda è attualmente in corso un processo a Palermo, totalmente ignorato dai media nazionali.

Ci sono poi una serie di 'coincidenze'.  Nel 1997 un voto bipartisan del Parlamento chiude le supercarceri di Pianosa e Asinara. E' la condizione numero sette del Papello. Una sua copia (giudicata attendibile dai pm) è stata consegnata due anni fa da Massimo Ciancimino (figlio di don Vito) alla Procura di Palermo.

Nel 1998 la Camera approva un disegno di legge per abolire l'ergastolo, altra richiesta del Papello, ma la legge decade al Senato per le proteste dei familiari di chi aveva perso la vita nelle stragi del 1993.

Nel 2001 il governo Amato modifica la legge sui pentiti. E' la richiesta numero 4 del Papello. In Aula altro voto bipartisan. Secondo la legge il pentito ha sei mesi di tempo per dire tutto quello che sa dal momento in cui decide di collaborare. Per chi deve raccontare decenni di vita criminale è una condizione estremamente difficile da accettare. Sarà un caso ma dal 2001 il numero di nuovi pentiti si è drasticamente ridotto.

Nel 2009 il governo Berlusconi presenta un emendamento (poi decaduto) sulla vendita dei beni immobili confiscati alle mafie che modifica la legge del 1996. La proposta è di vendere questi beni al migliore offerente. In genere chi ha grande disponibilità di risorse economiche sono proprio le mafie. E' un'altra richiesta contenuta nel Papello.

Trattativa Stato-mafia
(Foto: http://www.flickr.com/photos/k / )
I fatti sotto gli occhi di tutti
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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