"Santoro ma per caso siamo a Zelig?" dice Berlusconi. Subito la replica del padrone di casa: "Lei è Zelig", e subito il Cavaliere "no è lei" e ancora Santoro "lei lo è più di me". A quel punto il conduttore si avvicina e gli chiede "Presidente ma cosa accadrà ora che arriva Travaglio, quanto si arrabbia?". Il Cavaliere si gira e lo guarda "Io arrabbiato? Le sembro arrabbiato? Mi sto divertendo tantissimo.."
Reuters
Ospite unico da Santoro
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Ma la tensione è alle stelle.
Poco prima aveva iniziato la captatio benevolentiae: 'Gli italiani che frazionano il voto danno il voto a tanti signori che poi formano il governo che pero' non puo' fare nulla. E' meglio che votino un unico partito, magari tutti per me che e' la soluzione migliore''.
Anche perché, ricorda 'io avevo altri programmi: avevo in programma la costruzione di ospedali nel mondo per curare i bambini; volevo aprire università'' dove avrebbero insegnato ''Clinton, Bush, Blair, Putin, Aznar...
Poi parla del rischio di uscire dall'euro: "Cedendo il nostro diritto di stampare moneta all'Ue, non abbiamo avuto la rassicurazione sulle garanzie per i titoli del debito pubblico e si è creata la possibilità di default con gli investitori che ci chiedono un premio di rischio e, quindi, un aumento dell'interesse. Contemporaneamente i tedeschi, su cui non ci sono dubbi, hanno fatto scendere i loro interessi: noi ci siamo impoveriti, la Germania si è arricchita". Quindi sottolinea il bisogno che "la Bce diventi una banca vera che garantisca il debito pubblico. O la soluzione è questa - scandisce il leader del Pdl - o succede che l'Italia, la Spagna, la Grecia, il Portogallo e l'Irlanda saranno costrette ad uscire dall'euro tornando alle monete nazionali e conquistando il diritto alle svalutazioni competitive". Un'eventualità che lo stesso Berlusconi definisce un "disastro" che però "non sarà deciso né da me né da altri, ma dalla situazione che ci sarà".
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