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Di Dario Caputo | 11.01.2013 14:07 CET

Si iniziano a delineare le linee guida di questa campagna elettorale che sarà strettamente legata anche all'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Secondo molti, tra osservatori politici e politici di professione, il naturale e più probabile successore di Napolitano doveva essere il Presidente del Consiglio uscente Mario Monti che, con la sua nuova "carriera" al Quirinale, doveva continuare a portare avanti la bandiera della credibilità italiana in Europa e nel mondo come ha già fatto in questo suo mandato tecnico a Palazzo Chigi.

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Questa eventualità è venuta meno quando proprio il Prof. Monti ha deciso di "salire in politica" e candidarsi premier. Ora però sono anche i segretari di partito che l'hanno sostenuto in quest'avventura tecnica a rendere meno probabile l'ipotesi. È proprio il segretario Pd Bersani, ospite di "Porta a Porta", a dichiarare "Monti al Colle? Lo vedo meno probabile". Bersani rincara la dose sostenendo "Io ragiono pensando prima di tutto all'Italia visto che siamo tutti transeunti, nessuno di noi è Mandrake.

Per l'Italia non mi è sembrata l'operazione più felice perché pensavo che Monti potesse essere molto utile al paese in funzione di terzietà. Evidentemente mi sono sbagliato visto che Monti ha sviluppato una passione politica". Sembra proprio che il rapporto tra i due si sia rotto. Nei giorni scorsi tra il Pd e il nuovo centro di Monti c'erano state tante prove di dialogo tanto che il vice di Bersani, Enrico Letta, aveva affermato che "dopo le elezioni, se vinceremo chiederemo ai montiani, al centro, di sostenere il governo Bersani" vedendo anche questa nuova coalizione come loro primo interlocutore dopo le elezioni.

Ma forse, dopo le dichiarazioni di Bersani, qualcosa si è rotto. Il segretario Pd ha voluto anche commentare le parole di Monti sui sindacati, specie la Cgil, visti come ostacoli alle riforme. "I sindacati non sono un ostacolo alle riforme e il giudizio che Monti ha dato mi sembra un giudizio un po' dall'alto, perché dire ai sindacati che cosa interessa ai lavoratori faccio un po' fatica a pensare a qualcuno che lo sappia meglio dei sindacati". Ma l'affondo più forte al Prof. arriva sul tema esodati.

"Spiace che nell'agenda Monti non ci sia una parola sugli esodati perché la stessa Fornero ha riconosciuto che c'è un problema e va risolto. Il meccanismo va reso più flessibile per evitare buchi drammatici, se no rischiamo di lasciare gente che per due e tre anni non sa dove sbattere la testa". Sabato sarà presentato il programma della coalizione e i primi a cui il centro-sinistra si rivolgerà saranno i tanti giovani che voteranno per la prima volta.

Bersani si è anche soffermato sul tema delle alleanze prima e post elezioni sostenendo che ora il centro-sinistra si muove in modo diverso rispetto al passato. "Se a Vendola si chiede sulle contraddizioni tra le sue posizioni e le mie lui ammette che io ho vinto le primarie... Le cose nel centrosinistra stanno evolvendo, chi ci guarda con occhiali vecchi non vede gli enormi cambiamenti che ci sono". Si sofferma sia su Di Pietro sostenendo che il leader Idv "si è radicalizzato anche contro di noi" sia sull'accordo ormai fermo e forte con i socialisti di Nencini nonostante i recenti malumori sulle candidature. Il segretario Pd si è anche soffermato sul sondaggio di "Porta a Porta" che rileva un 38% di elettori di centro-sinistra più propensi ad un dialogo con Antonio Ingroia e la sua "Rivoluzione Civile" che con Monti. Però il segretario manda un messaggio all'ex pm: "La lotta alla criminalità è un tema di governo, non di fazione".

Sulla tassa sulla prima casa Bersani sostiene che la strada giusta da intraprendere è l'eliminazione dell'imposta per chi "sta pagando fino a 400-500 euro". Questa misura potrebbe essere coperta da una vera e propria patrimoniale sugli immobili "fino a 1,5 a mezzo catastale che significa a mercato 3 milioni". Oltre a questo si deve anche procedere "ad un'operazione redistributiva di questa imposta. Con il termine patrimoniale spesso si mettono le ricchezze, ma io ribadisco che per le famose ricchezze per me la priorità è la tracciabilità. E' inutile una riforma come in Francia perché in Italia chi dichiara più di 100mila euro è lo 0,9. Vorrei misure incisive per fare emergere la ricchezza".

Il segretario Pd si sofferma anche sul tema lavoro e sulla detassazione per chi assume giovani a tempo indeterminato, idea lanciata da Berlusconi. "Mi spiace - spiega - che non abbia notato che una delle nostre battaglie in Parlamento, ai tempi della legge Fornero, era questa. Il lavoro stabile deve costare meno e quello precario deve costare di più. Se si intende un sistema di convenienza alle imprese se il giovane ha un contratto a tempo indeterminato sono più che d'accordo". Poi si rivolge all'Unione Europea: bisogna, dichiara, "allentare la morsa delle politiche di austerità per gli investimenti, questa è una priorità assoluta". Una priorità anche per "le politiche economiche anche a livello europeo". 

Pierluigi Bersani
(Foto: http://www.flickr.com/photos/p / )
I nomi dei capilista del Pd
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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