Nouriel Roubini e l'Italia: la ripresa economica del 2013, Monti, il PD e Berlusconi nella sua analisi

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Di Alessandro Proietti | 14.01.2013 10:50 CET

Il personaggio - Nouriel Roubini insegna alla New York University. Docente di spessore, è negli ultimi anni salito nell'olimpo dei "guru" della finanza. Nato ad Istanbul, i suoi primi anni di vita sono uno spostamento continuo: Teheran, Tel Aviv e l'Italia sono solo alcune tappe di questo lungo percorso. Il legame che ha con il Bel Paese si instaura tra il 1962 ed il 1983: è a Milano, alla Bocconi, che otterrà la laurea summa cum laude in Economia. Naturalizzato americano, anche a distanza di anni permane un punto di contatto con l'Italia e, giocoforza, con la Crisi che sta attraversando.

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L'Italia e l'evoluzione della crisi - Il peggio è forse alle spalle. Se non si è tutti concordi sull'immediatezza della ripresa, il consenso aumenta quando si afferma che l'apice massimo è ormai passato. Le difficoltà strutturali permangono ma si respira un rinnovato clima di "tranquillità", seppur relativa.

"Dovete tutti ringraziare Mario Draghi. O meglio, dovete ringraziare questo comune sentire delle banche centrali di tutto il mondo, a partire dalla Fed. Sull'impronta di Bernanke, le banche centrali giapponese, inglese, svizzera e ora anche europea, hanno tutte imbracciato la filosofia del quantitative easing. La decisione di Francoforte di intervenire senza limitazioni sui titoli degli Stati in difficoltà è una variante di quest'approccio. Ed è stata decisiva. Però c'è anche da dire che l'Italia, così come altri Paesi in difficoltà, ha fatto buona parte di quanto doveva".

Meriti, dunque, per quanto fatto dall'Italia fin ora. L'annosa domanda però si ripropone sempre: la rinnovata fiducia reggerà il fardello delle elezioni? Anche qui, la visione di Roubini è ampia:

"La speculazione, proprio perché stoppata dalla Bce, resta ferma (...) I prossimi sviluppi per l'Italia dipendono da tre elementi: se l'andamento della liquidità internazionale si manterrà costante; se la crisi dell'economia reale e dei consumi ha raggiunto il fondo come appare possibile; come andranno le elezioni".

Torna, dunque, in primissimo piano l'outsider Monti.

Quanto peso politico possiede il Professore? Anche a tal proposito Roubini sottolinea come Monti rappresenti "un asset a livello internazionale che sarebbe un peccato non giocarsi". Se non come protagonista, dunque, come importante alleato:"Nessuno crede alle ripicche con il Pd. Se vorranno, potranno benissimo fare un accordo post-elettorale che lo veda ministro dell'Economia o in qualche altra posizione chiave".

La ripresa, vista per la fine del 2013, appare come un target più che come una previsione. Lo stesso Roubini afferma di non sapere se l'effettiva inversione avverrà entro la fine di questo anno o all'inizio del prossimo (2014). Nel caso specifico dell'Italia lo stesso 2014 non presenterà una crescita superiore all'1%, "la ripresa sarà molto lenta e dipenderà ora più che mai dal contesto europeo".

"Non dimentichiamo che l'attuale rasserenamento deriva in buona parte, oltre che dalla Bce, dal fatto che la Germania ha deciso finalmente di tenere la Grecia dentro l'euro. Ma vi ricordate quando i ministri tedeschi pubblicamente sostenevano che Atene doveva uscire dalla moneta unica? Niente più di tutto questo. Si sono accorti che una fine disordinata avrebbe significato un disastro per tutti. Atene è addirittura tornata sui mercati, mentre vi ha fatto il suo debutto l'Esm. Tutti fattori estremamente positivi, e il riflesso è lo spread dell'Italia a 250".

Ma servirà uno sforzo ulteriore: "Ora la Germania dovrebbe fare un passo in più e varare qualche misura espansionistica paneuropea utilizzando il surplus valutario che, ormai quasi unica, detiene (...) E da voi, Berlusconi dovrebbe stare più attento alle sue affermazioni contro l'euro e Bruxelles per non guastare questo delicato equilibrio".

Molto è stato fatto ma altrettanto è ancora da fare. Quella che si profila, però, è la sopravvenuta consapevolezza che il rigore dei conti a tutti i costi non serve a nulla. Così come per la Germania, lo stesso è avvenuto in Italia con il Governo che "ha altrettanto calcato troppo la mano (...) con la conseguenza di provocare eccessive sofferenze nella popolazione. In questa campagna elettorale si sta cercando proprio questo, da parte delle forze più responsabili: come garantire la prosecuzione del 'montismo' con un tocco di umanità in più".

Grandi responsabilità per votanti e votati, dunque, nella speranza di non vivere il prossimo futuro perinde ac cadaver.


Nouriel Roubini
(Foto: Flickr // thetaxhaven / )
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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