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Di C.F. | 14.01.2013 17:39 CET

La decisione del Tribunale di Milano di non accogliere la richiesta di sospensiva del processo Ruby avanzata dai legali dell'ex premier ha scatenato la reazione del Pdl. Una raffica di dichiarazioni negative che hanno come obiettivo la 'magistratura politicizzata', refrain di ogni campagna elettorale di Silvio Berlusconi.

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"La procura e i giudici di Milano, accomunati dallo stesso strumentale e gravissimo intento, ritengono che l'attività del presidente Silvio Berlusconi, in qualità di capo della coalizione, sia meno importante di partecipare alle udienze - il commento del segretario Angelino Alfano - Appare chiara la volontà di entrare a gamba tesa nella campagna elettorale, condizionandone fortemente gli esiti, per arrivare persino a una sentenza definitiva prima della competizione".

Il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, se la prende con Ilda Boccassini, pm del processo in cui l'ex premier è imputato per concussione e prostituzione minorile. "Non poteva mancare l'intervento del pm Boccassini sulla campagna elettorale. Silvio Berlusconi è indiscutibilmente il capo della coalizione di centro-destra e il Presidente del Pdl. Quindi il suo suolo istituzionalmente e politicamente decisivo in questa campagna elettorale nessuno lo può mettere in discussione. E infatti nessuno lo mette in discussione tranne la dottoressa Boccassini, il che la dice lunga sulla sua obiettività e terzietà". A dire il vero anche i giudici lo hanno appena 'messo in discussione'.

Osvaldo Napoli, numero 2 dei deputati Pdl fa un parallelo tra la Boccassini e Bersani: "Bersani rifiuta un confronto diretto con Berlusconi con il pretesto artificioso che il presidente del Pdl 'non è candidato premier'.  Il pm Boccassini, bontà sua, chiede e ottiene che il processo Ruby vada avanti in piena campagna elettorale con la stessa motivazione. Coincidenza quanto meno curiosa".

Si risente anche Sandro Bondi, coordinatore del partito: "La decisione del tribunale di Milano contrasta con ogni principio di ragionevolezza. Solo un pronunciamento del Presidente della Repubblica può garantire uno svolgimento regolare e democratico della campagna elettorale".

Poi tocca al Cavaliere in persona lanciare l'allarme sul presunto pericolo che correrebbe in caso di comizi in piazza. "C'è una forte preoccupazione da parte di certe autorità nei miei confronti: mi hanno pregato di non fare discorsi nelle piazze. Lei sa che ci fu un tentativo di uccidermi - dichiara a Italia 7, facendo riferimento all'aggressione subita nel dicembre 2009 da parte di Massimo Tartaglia - E adesso, con l'odio che circola a piene mani, mi è stato espresso da coloro che hanno la responsabilità della mia scorta, questa preoccupazione". Sul prossimo Presidente della Repubblica: "Ho in mente un nome che piace alla sinistra".

 

Pdl contro i magistrati
(Foto: Reuters / Alessandro Bianchi)
"Condizionano la campagna elettorale"
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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